Menu
FanduCorriere Locride
Abilitati in Romania. Il consiglio di stato accoglie definitivamente l’appello: la abilitazione all’insegnamento in Romania e il titolo di studio conseguito in Italia non necessita di mutuo riconoscimento. Il Miur ha violato l’art.45 tfue e l’art.1

Abilitati in Romania. Il consi…

«Di particolare import...

Reggio. Alla ricerca del verde pubblico tra incuria e abbandono

Reggio. Alla ricerca del verde…

«La vicenda della riap...

Poste Italiane tra le aziende più attrattive del mondo del lavoro per gli studenti universitari Calabresi

Poste Italiane tra le aziende …

«L’Azienda, guidata da...

Giovani Avvocati reggini - traguardi e prospettive

Giovani Avvocati reggini - tra…

Lo scorso 20 Luglio 20...

Gioiosa Jonica (RC): Al via il FilMuzik Art Festival

Gioiosa Jonica (RC): Al via il…

FilMuzik arts festival...

Poste Italiane: prosegue il piano di riaperture da lunedì 27 luglio torna disponibile l’ufficio di Locri1

Poste Italiane: prosegue il pi…

Reggio Calabria, 23 lu...

Reggio. “Scatti tra Cielo e Terra: l’Astronomia per la legalità e l’inclusione sociale”

Reggio. “Scatti tra Cielo e Te…

«Venerdì a Palazzo Cor...

EasyPark arriva a Roccella Ionica: «ora la sosta si paga anche con l’app»

EasyPark arriva a Roccella Ion…

21 luglio 2020 Da ogg...

A Sant'Ilario dello Jonio : La mostra di Celestino Gagliardi, il racconto di Rehab, l'incontro con Lou Palanca e il loro "Mistero al Cubo", la musica di Gabriele Albanese con la partecipazione speciale di Paolo Sofia

A Sant'Ilario dello Jonio : La…

Venerdì 17 luglio 2020...

In Calabria la finale nazionale delle Olimpiadi di Astronomia: «Il Planetarium Pythagoras scelto tra le 12 sedi nazionali»

In Calabria la finale nazional…

La finale nazionale 20...

Prev Next

La ‘ndrangheta, lo Stato, la zona grigia. E i calabresi sempre più confusi

  •   Redazione
La ‘ndrangheta, lo Stato, la zona grigia. E i calabresi sempre più confusi

Lo Stato e la ‘ndrangheta: due forze che si combattono da decenni qui al Sud, e che più volte sono scese a compromessi per non darsi fastidio. 

Lo Stato e la ‘ndrangheta: in mezzo, noi comuni mortali, che né con lo Stato né con la ‘ndrangheta abbiamo voce, e che da questa lotta ne usciamo azzoppati, confusi, stravolti. È una questione storica, che trova nel Meridione d’Italia terreno fertile fin dai tempi dei briganti.

I fatti storici e politici di questo nostro Paese attestano che Legalità e Giustizia non sempre hanno coinciso, eppure sono valori imprescindibili della Carta Costituzionale, come non sempre il tentare di sopravvivere nelle sabbie mobili della “zona grigia” è cosa condannabile anche se, spesso, si tende a condannare senza concedere alcuna attenuante.

Se la Legalità è cosa discutibile da Stato a Stato, da Regione a Regione, la Giustizia è un atto di fede; necessita di una dedizione che attinge allo spirito religioso più che al Diritto. E se la giustizia punisce, se la giustizia perdona, se la giustizia tradisce… la giustizia trionfa. Prima o poi.

Nella nostra terra, stuprata e vandalizzata dai politici, dagli scrittori e dai giornalisti nazionali e locali (con qualche doverosa eccezione) proliferano senza freni gramigna, povertà e ignoranza. Quest’ultima, in particolare, è l’elemento dominante e, nei tempi, ha preso piede nella nostra umile e bella terra di Calabria perché abbeverata a scapito delle risorse. È merito dei tanti viaggiatori stranieri se oggi conserviamo con orgoglio la mappatura della sua bellezza e della sua dolcezza carnale e materna, anche se i suoi figli non conobbero altro che sudore, sofferenza, baroni e “don” con le pezze al culo. Poi la partenza.

Magistrale è la descrizione che ne lascia Saverio Strati ne “Il Selvaggio di Santa Venere”, uno spaccato di vita meritevole del Premio Campiello. Strati, con le mani callose dei muratori e i piedi forti degli aspromontani, zoticone e sudicio com’era in quel mondo di “letterati”, non entusiasmò a quel tempo né la critica né i calabresi: i primi si sentirono scalzati dal quel linguaggio denso nella sua umiltà, i secondi - zoticoni e sudici com’erano - si sentirono troppo nudi dinnanzi alle sue verità. E finirono per scambiarle col tradimento.

Leggere Strati, oggi, è come leggere i rapporti degli attuali procuratori, ma con mezzo secolo di ritardo: «E questi saggi altro non erano che foresi: poveri caprai, poveri vaccari e zappatori, tutti analfabeti, con la crosta di mille e mille anni d’ignoranza sugli occhi e dentro gli orecchi e dentro l’animo che non era più capace di riscattarsi, d’illuminarsi del vero senso della vita. Gente fra l’altro poverissima che non tutti i giorni aveva un boccone di pane da dare ai propri figli, da mettere fra i denti; gente perennemente in debito, perché, avendo a che fare con la giustizia, era sempre in giro fra tribunali e carceri con gli avvocati sulle spalle che gli succhiavano quel poco di sangue che aveva; eppure questi saggi qua si ritenevano nel giusto, erano convintissimi di essere uomini in senso così netto e totale, che se uno osava, o osa, pensare il contrario e dirglielo, ti si avventano contro e ti scannano senza esitare un istante…».

Le cronache giudiziarie di questi anni hanno descritto ampiamente “l’evoluzione” minacciosa della ‘ndrangheta; è un virus che da decenni tiene in stato comatoso la provincia reggina e che è riuscito ad espandere il suo potere infettivo ovunque. Dopo le batoste del regime fascista - negli anni Cinquanta - sembrava che stesse scomparendo semplicemente perché i “miserabili” adepti erano consci della sua anacronisticità. Le cronache giudiziarie sopra citate spiegano tra le righe (e a volte in modo chiaro) perché lo “strumento” ‘ndrangheta fu rianimato e fatto sopravvivere fino ai nostri giorni con conseguenze devastanti per la nostra terra.

La ‘ndrangheta stracciona di Strati è cosa diversa da quella “istituzionalizzata” degli affari illeciti, ma è altrettanto nociva perché è l’humus che permette ai malandrini “tollerati” (confidenti con licenza di delinquere) di proliferare e di prevaricare. Ed è la mafia stracciona, che il più delle volte ha come unico fine l’ostentazione dell’appartenenza dei “foresi” a questo “immondezzaio” e che genera pure in chi malandrino non è l’atteggiamento “paramafioso”.

Solo lo smantellamento della mafia “istituzionalizzata”, e la dimostrazione che in questo ambito i principi presuntuosamente decantati non esistono in nessuna delle loro accezioni, potrà per effetto domino prospettare una svolta positiva e rompere “la crosta di mille e mille anni d’ignoranza”.

A tal proposito, noi attivisti del MoVimento 5 Stelle, chiediamo risposte concrete attraverso il nostro presidente della Commissione antimafia, Nicola Morra, acclamato ed eletto dai calabresi, che hanno riposto in lui sogni di Giustizia più che di Legalità e si aspettano adesso risultati concreti.

E “attendendo”, proliferano da un lato le operazioni di polizia, i giornali e la letteratura, dall’altro gli ignoranti e i loro pidocchi, e qualcuno si fa tagliare la coda ché, a tenerla troppo lunga, rischierebbe di inciampare. Mentre a Polsi scatta lo Stato marziale e si perquisisce Gesù Bambino dinnanzi a migliaia di fedeli. Chi voleva impressionarci ci è riuscito.

Qui in Calabria abbiamo il terrore persino di respirare. Al telefono rispondiamo col vocabolario in mano, scegliendo con cura le parole da usare e sperando che i militari del nucleo investigativo ci perdonino le stoltezze in cui spesso inciampiamo. Ché la Giustizia è buona, ma è incredibilmente sensibile ai vocaboli come le piante carnivore lo sono agli insetti.

Gli attivisti dei Meetup Congiunti della Calabria:

Meetup Reggio 5 Stelle

Meetup Magna Grecia 5 Stelle

Meetup Palmi

Meetup Istmo 5 Stelle – Girifalco

Meetup Catanzaro

Attivisti 5 Stelle Soverato

Attivisti in Movimento Borgia