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I Meetup congiunti della Calabria condannano l’azione di prepotenza della Santelli, cassata dalla sentenza del tribunale

  •   Redazione
I Meetup congiunti della Calabria condannano l’azione di prepotenza della Santelli, cassata dalla sentenza del tribunale

L’annullamento dell’ordinanza della Santelli, c'era da aspettarselo, dà ragione al ricorso del Governo che l’ha impugnata. Questa è un’evidente sconfitta politica a cui la Regione non potrà sottrarsi ma è anche, purtroppo, una brutta figura per i calabresi rappresentati da questa presidentessa troppo avventata in un periodo estremamente delicato per il paese.

Del resto non si può pensare di redigere un’ordinanza nottetempo e renderla efficace nel giro di poche ore, oltretutto spiazzando letteralmente gli stessi operatori commerciali che avrebbero dovuto adeguarsi immediatamente.

È indubbio che la Santelli abbia preso decisioni molto importanti a cuor leggero, mettendo alle strette coloro che lavorano nei settori interessati dall'ordinanza e senza che questi abbiano neppure il tempo materiale per organizzarsi adeguatamente.

E non dimentichiamo la cosa più importante: la pandemia non è ancora cessata e pertanto il principio da cui scaturisce l’ordinanza non può andare in contrasto con le altre ordinanze della stessa Regione Calabria, che sono paradossalmente stringenti rispetto a quest’ultima (che, ricordiamo, è stata appena annullata).

Consigliamo alla Santelli di fare pace con sé stessa mantenendosi almeno coerente con le sue stesse scelte.

Come Meetup congiunti osserviamo come la quasi totalità dei sindaci calabresi abbia prontamente emanato decreti locali in antitesi all'ordinanza regionale. Questa pagliacciata fa il paio con la recente dichiarazione della Santelli che i calabresi sono dispensati dall'utilizzo delle mascherine solo perché la regione non può farsene interamente carico. Avremmo invece apprezzato che, seguendo l'esempio dei nostri rappresentanti, tutta la giunta regionale si fosse tagliata lo stipendio destinando quei fondi all’acquisto delle mascherine.

È del tutto chiaro come l’azione messa in campo dalla governatrice abbia avuto una valenza politica strumentale che – tendenzialmente - mirava ad accattivarsi le simpatie dei comparti ancora chiusi e per i quali il governo aveva già stabilito a suo tempo un’apertura del tutto graduale, proprio al fine di tutelare la salute e la sicurezza di tutti i cittadini ed in primis pure di chi lavora in questo settore.

La Santelli “Speedy Gonzales” - messa all'angolo da una sentenza lapidaria - avrebbe dovuto essere più coscienziosa e meno presuntuosa. Essere presidentessa di una regione particolarmente sofferente non vuol dire sentirsi al di sopra di tutto e di tutti, governo compreso!

Che fosse un’ordinanza priva di senso giuridico era evidente, ma la giunta Santelli in salsa leghista, ha voluto forzare la mano. Il risultato è stata una figuraccia nazionale imbarazzante.

Ci auguriamo che la lezione le sia servita, noi calabresi siamo stanchi di assistere a teatrini che alla fine ci penalizzano. Ebbene se ne faccia una ragione, cara Santelli, di mezzo c’è innanzitutto la salute dei cittadini e lo hanno affermato i primi cittadini dei diversi comuni delle nostre province che hanno ritenuto giusto e sacrosanto andare cauti per tutelare i calabresi. L'ansia di portare a casa ad ogni costo un risultato tangibile dal punto di vista politico è un chiaro atteggiamento autoritario più che autorevole.

Ancora più sconcertante è la reazione della governatrice alla notizia della sentenza del tar: la definisce una “vittoria di Pirro” per il governo.

Stupisce che la Santelli, famosa per la figuraccia memorabile occorsa durante una intervista delle Iene (non sapeva cosa fosse l’ISIS…), citi addirittura il re dell’Epiro e, al contempo, ci indigna profondamente perché la guerra da combattere non è certo tra la regione Calabria e il governo, ma contro il Covid-19 e dobbiamo farlo uniti.

Ed infatti il governo replica «Le sentenze e le leggi non si discutono ma si applicano. E questo deve valere per ognuno di noi» ma, purtroppo, in Calabria sembra di essere in uno stato a parte, dove le sentenze e le leggi si applicano solo se convengono a chi governa la regione.

E se questi sono i presupposti la Calabria più che fare passi avanti ne farà parecchi indietro, giacché queste ne son le premesse, ahinoi! Per contro vorremmo sperare in un bagno d’umiltà da parte della Santelli che, avendo palesemente sbagliato, dovrebbe ascoltare chi sta gestendo questa emergenza come un buon padre di famiglia, senza speculazioni o interessi politici. Noi non siamo delle cavie, la Santelli faccia il mea culpa e chieda umilmente scusa ai calabresi e al governo Conte.

I "Meetup congiunti della Calabria" con gli attivisti di:

Meetup Reggio 5 Stelle

Meetup Magna Grecia 5 Stelle

Meetup Istmo 5 Stelle – Girifalco

Meetup Catanzaro

Meetup Vibonesi in Movimento

Meetup 5 Stelle Pizzo