Menu
FanduCorriere Locride
Poste Italiane: in provincia di Reggio Calabria le pensioni di ottobre in pagamento da venerdì 25 settembre

Poste Italiane: in provincia d…

«Turnazione in ordine ...

Poste Italiane: a Gerace e Mammola due nuovi Atm di ultima generazione

Poste Italiane: a Gerace e Mam…

Reggio Calabria, 21 se...

Reggio Calabria e provincia: altri 11 uffici postali ritornano all’orario pre-covid

Reggio Calabria e provincia: a…

Si tratta delle sedi d...

Il Movimento 5 Stelle di Reggio Calabria raccontato in un corto

Il Movimento 5 Stelle di Reggi…

«CARA LIBERTÀ è il cor...

Reddito di Cittadinanza, il monito di Viglianisi (M5S): «c’e’ un rischio Centrodestra e un’inefficienza Centrosinistra»

Reddito di Cittadinanza, il mo…

«Relativamente al Redd...

Torneo nazionale “i vostri Comuni”, il gonfalone di Siderno accede ai trentaduesimi di finale

Torneo nazionale “i vostri Com…

Per tutta la giornata ...

Politiche Giovanili: Siderno è tornata ed ora sogna di ospitare un meeting metropolitano sulle politiche giovanili

Politiche Giovanili: Siderno è…

Dopo un decennio abbon...

«I Commissari Cotticelli-Crocco affossano definitivamente la sanità Reggina»

«I Commissari Cotticelli-Crocc…

CAMERA SINDACALE TERRI...

Reggio. Nei giorni 10-11 e 12 settembre, al Museo Nazionale del Bergamotto, si terrà la rassegna del Giornalismo Agroalimentare e Agroindustriale Pro Sud

Reggio. Nei giorni 10-11 e 12 …

Rassegna del Giornalis...

Bova Marina: i commercianti fuorilegge per ordine del Sindaco

Bova Marina: i commercianti fu…

È da tempo ormai che s...

Prev Next

Bova Marina: i commercianti fuorilegge per ordine del Sindaco

  •   Redazione
Bova Marina: i commercianti fuorilegge per ordine del Sindaco

È da tempo ormai che si sente la necessità di una bacheca dove pubblicare i provvedimenti abnormi, quelli che si definiscono “mostri” perché modificano in peggio la vita delle persone. Un caso simile accade nella città di Bova Marina ove molti operatori economici usavano da tempo immemorabile accatastare, ben conservati, i cartoni negli spazi prospicienti il loro negozio pronti per essere a disposizione del servizio rifiuti così provvedendo al primo segmento del riuso e riciclo. Accade però che in data 16 giugno il Sindaco, Saverio Zavettieri, emetta una ordinanza (la numero 102/2020) con cui, tra l’altro, utilizzando come pesanti mazze  alcune norme del nostro Ordinamento, disponeva con effetto immediato, per le utenze domestiche che per i commercianti, sia il giorno e l’orario di esposizione dei rifiuti sia che i mastelli, contenitori e bidoni debbano essere ritirati, cioè portati dentro la propria abitazione o negozio, entro le ore 11 per poi attendere di esporli il giorno e l’orario predefiniti. La logica dell’ordinanza vorrebbe che “frazioni di carta e cartone” devono essere esposti davanti alla propria attività ….. la sera prima del giorno previsto per la raccolta indicata; in questo caso, di sabato. Se questo potrebbe avere un senso per i rifiuti domestici, dove i mastelli si riducono a piccole dimensioni, tutto ciò però non ha un minimo di senso reale in caso di attività commerciali o simili. La ragione è intuitiva e al contempo semplice: i centri commerciali ricevono le merci e lo spacchettamento conseguente comporta necessariamente un accumulo straordinario di cartone che, ove custodito per una settimana nelle pertinenze interne allo stesso centro occuperebbe un volume che di fatto non è nelle disponibilità, almeno attuali, degli operatori economici il che si traduce nella plateale violazione dell’art. 178 cod. ambiente sia nel senso della mancata partecipazione dei produttori dei rifiuti alla costruzione e nascita della sgradevole ordinanza sia nel senso dell’impossibilità tecnica ed economica a osservare un ordine per una attività che il giorno prima dell’emanazione dell’ordinanza era perfettamente lecita. Ci troveremmo così a chiedere a questi ultimi un comportamento impossibile o quantomeno estremamente difficile da ottemperare. E’ evidente che il Sindaco ha emesso una ordinanza fuori dalla realtà e infatti, a ben leggere, l’ordinanza si contraddice da sé. Anzitutto nelle fonti normative. Si richiama l’art. 198 (D.LGS n 152/2006) che prevede che i Comuni disciplinino la gestione dei rifiuti non con ordinanza ma con appositi regolamenti che per loro natura hanno un iter di approvazione completamente differente dall’emanatore monocratico, hanno la possibilità di interloquire con l’opposizione, accettano un minimo di confronto e discussione sui temi trattati così consentendo agli interessi in gioco di esprimersi e provvedere. In questo caso, si sarebbe dovuto prendere atto che il desiderio del Sindaco avrebbe dovuto essere preceduto da un piano aziendale tale da lasciare un congruo margine temporale perché ogni azienda potesse adeguarsi al dictat sindacale. In quella sciagurata ordinanza si richiamano, poi, gli articoli 50, 54 e 7 bis del TUEL, messi in fila, tanto per darsi un tono, ma che con il caso specifico (ritiro dei mastelli domestici e non) c’entrano come il cavolo a merenda. Non c’era come non c’è alcuna eccezionalità ed urgenza tale da giustificare l’emissione di una ordinanza né alcuna necessità di tutela della salute e dell’ambiente relazionati al caso specifico. Infatti i primi due articoli si rifanno ai poteri del Sindaco quale autorità in senso generico, il terzo richiama le sanzioni nel caso di violazione delle ordinanze sindacali. Ma la materia di cui qui si discute, e di cui forse il Sindaco intendeva disciplinare, non è generica, è molto specifica tant’è che l’ordinanza che avrebbe dovuto, se ci fossero le condizioni, emanare avrebbe dovuto far leva sull’art. 191 del cod. ambiente, neanche richiamato, che presuppone, appunto, l’emissione di una ordinanza in materia di rifiuti e non, come il caso di cui all’art. 50, 54 del TUEL un provvedimento diretto a tutelare l’integrità fisica della popolazione o contrastare l’insorgere di fenomeno criminosi quali lo spaccio di stupefacenti, lo sfruttamento della prostituzione, la tratta di persone o sfruttamento di minori o altre cose così poco amene. Inquieta, infine, il semplice richiamo all’art. 7 bis del TUEL quando in tema di accertamento e violazioni tale articolo contrasta con quello più specifico ex 262 cod. ambiente secondo cui la competenza è della Provincia (ora Città Metropolitana) con evidente incompetenza del comune ma anche tentativo di sviare le risorse, non dovute, nelle casse degli incompetenti. Sembra a noi che questa attuale amministrazione debba prendere atto della incapacità patente a guidare una collettività che, presa da mille problemi, tutti onorevoli – quelli si - perché frutto di duro lavoro, non intende aggiungere altri dovuti a elucubrazioni che travalicano il buon senso e violano lo stesso Ordinamento Giuridico in cui giusto senso è stato inopinatamente disatteso.

Meetup Magna Grecia

Meetup Area Grecanica