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“Striscia” e i veleni di Calabria

  •   Bruno Salvatore Lucisano
“Striscia” e i veleni di Calabria

Ieri su “Striscia”, Antonella Italiano, ha mostrato un altro pezzo di degrado di questa Terra e di questa zona Ionica. In questo filmato, firmato da Galtieri che ha origini staitesi, si ha un’immagine chiara di come siamo messi. È una zona di Bovalino, uno dei 18 siti più inquinati della Calabria (tra quelli che si vedono e si sanno). E, in questo stesso servizio, si ode la voce del presidente della regione Calabria che si vanta di aver chiuso, lui, la discarica di Casignana.  Si è dimenticato di dirci quando ha intenzione di bonificarla. 

Viviamo in un sistema, in un contesto dove l’omertà si è fatta legge. Dove farsi i fatti propri è diventata una religione. Un modello di vita. Perciò, chi denuncia diventa un confidente, un infame.

L’infamità è di chi, muto, sopporta la distruzione della sua Terra e l’avvenire dei suoi figli. Chi denuncia queste cose, chi usa la penna (non come fa il pavone per colorarsi il culo), ma per segnare d’inchiostro le violenze perpetrate in questo territorio, è un modello che prima o poi dovete seguire, altrimenti sarete destinati all’estinzione. Perché arriverà il tempo che se non alzerete il dito per prendere la parola e protestare, sarete sotterrati da fogne e immondizia e, lascerete in eredità ai vostri figli, terre e acque dove non si può porre più riparo.

 

 


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