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L'amico alpinista di Nardi, Tarcisio Bellò, attacca Simone Moro

Tarcisio Bellò con Daniele Nardi Tarcisio Bellò con Daniele Nardi

Sono dure le accuse che, in questi giorni di dolore, arrivano a Simone Moro da Tarcisio Bellò, amico di Daniele Nardi e alpinista. Così, una settimana fa, scriveva sui social: «Dopo aver dato del pazzo suicida a Daniele Nardi, dopo averlo accusato dell’omicidio di Tom Ballard come se fosse stato un pacco senza cuore e cervello a seguire Daniele nel suo ‘folle progetto’, dopo averne totalmente disonorato la memoria con la tua personale ‘verità’, fregandotene del dolore della famiglia, ti sei anche sentito in obbligo di avvisare le future generazioni di non tentare la via dello sperone Mummery perché assolutamente impossibile e mortale [...] Sicuramente sei uno dei più grandi ed esperti scalatori al mondo, ma ci sono dei limiti nelle dichiarazioni ufficiali che nemmeno tu dovresti permetterti di valicare».

E ancora, ripensando all'impresa meticolosamente progettata da Nardi, e a quella "linea" sul Mummery definita intelligente: «Se tutto fosse andato a buon fine sarebbe stata una meravigliosa pagina dell’alpinismo mondiale.
Ma tutti sappiamo che esiste l’imprevisto, il disegno imperscrutabile che decide il nostro destino.
Tom e Daniele, molto probabilmente sono precipitati per cedimento di una corda doppia o di una corda fissa, un incidente purtroppo ‘banale’ che può capitare in qualsiasi montagna del pianeta. In condizioni estreme è più difficile tenere tutto sotto controllo e una svista, una valutazione errata possono capitare. Sembra che prima sia precipitato Tom il quale ha trascinato giù Daniele appeso alla sosta che ha ceduto. Non mi dilungo nei particolari perché il risultato non cambia, e non è materia da alimentare curiosità morbose, dirò solo che Daniele e Tom sono andati incontro al loro destino probabilmente per eccesso di prudenza, forse avevano avuto oppure avvertito qualche cambiamento meteo, e hanno deciso di tornare a quella che sembra la tenda del campo IV per non rischiare di trovarsi in difficoltà a una quota più alta. L’incidente ha deciso il loro destino e familiari e amici hanno perso delle persone eccezionali, sia come alpinisti sia come uomini con grandissime doti e qualità.
Dopo tante meschinità, lette e sentite, le figure di Daniele Nardi e Tom Ballard sono e rimarranno sempre due esempi luminosi dell’alpinismo italiano e internazionale.
Un sentito, sincero, commosso abbraccio ai familiari e a tutti gli amici sinceri di Daniele e Tom». 


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