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I lupi se la sono mangiata

  •   Redazione
I lupi se la sono mangiata

di Bruno Salvatore Lucisano - Andare a valutare il lavoro di questi 30 mesi della dottoressa Roccisano quale assessore della Regione Calabria è compito che spetta più che alla politica, alla gente. Ma la Roccisano, in fin dei conti, non doveva rispondere alla gente, perché non è stata votata da nessuno e nessuno, prima di questa nomina, sapeva chi fosse, se non i familiari più stretti. Doveva, semmai, dare risposte a chi l’aveva nominata, o per essere più chiari, doveva comportarsi esattamente come intendevano si dovesse comportare chi a quel posto, l’avevano seduta. Tutta questa meraviglia dell’allontanamento dell’assessore nasce da cervelli sbiaditi che non conoscono i lupi della Sila e della Ionica che l’hanno nominata.

Semmai dovrà essere l’assessore Roccisano a spiegare meglio, non perché è stata cacciata, ma perché è stata messa lì a quel posto. Perché lei, invece di mille altri. E per l’amor di Dio, lasciamo stare i titoli perché in politica non servono a nulla, perché se servissero a qualcosa, molta della gente che se ne occupa troverebbe più terreno fertile…nel terreno fertile munito di zappa.

La sottomissione dei consiglieri regionali reggini è imbarazzante. Ed è più imbarazzante pensare che ci sia gente in politica, che pur di non perdere il lauto stipendio, accetta anche di farsi prostituire il cervello.

Adesso, mi fermo qua, voi che mi leggete andate su Google e scrivete Nicola Adamo e Enza Bruno Bossio leggerete più o meno alcune di queste cose: arti magiche; moroso per 35 mila euro nei confronti della moglie; si dimentica del figlio con Eva (sì, Adamo ed Eva, hanno avuto un figlio); spunta maxi tangente per costruzione parco eolico; ecc. ecc. Ecco chi ancora decide in Calabria. Gli ex comunisti fanno impallidire gli ex democristiani. Ma poi non ci sono partiti e ideologie che tengano. I lupi camminano in branco…e si nutrono delle stesse pecore.

Fino a quando gli stipendi dei politici sono così alti, difficilmente la coscienza avrà il sopravvento perché ognuno, purtroppo, ha il suo prezzo.

Chiudo con una domanda: <<Ma voi credete che esista in Italia o in Europa una azienda privata disposta a dare uno stipendio di quindicimila euro al mese a Oliverio?>>.

In questo periodo di fame, i politici sono uomini e donne fortunati che nuotano ricchi e felici in un mare d’indifferenza e rassegnazione.


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