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In Aspromonte
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Ente Parco. Rondoni e divertimento: il 23 giugno torna il Festival in Aspromonte

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La riflessione. «Orate pro nobis e virgati pro porcis»

di Bruno Salvatore Lucisano - Per i topi non c’è speranza, gli unici che li combattevano, una volta, erano i gatti. Questi ultimi, mangiano regolarmente tre volte al giorno carne in scatola e se ne fottono di andare in cerca di topi. Per i maiali, invece, il discorso è diverso. Loro, infatti, sono di una razza che anziché consumare i rifiuti del cibo, li raccolgono e li buttano nel primo posto utile. In questo caso un canalone che alle prime piogge riverserà in mare assieme all’acqua, i residui del vecchio maiale che non ha trovato di meglio dove buttare la sua spazzatura.

Non è questione di differenziata, di cassonetti ma è questione di educazione ma questa, non la insegnano né i sindaci, né i commissari.

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Teste di "zipangulu" e sedie girevoli

di Bruno Salvatore Lucisano - In una tavola rotonda, aperta al pubblico, con eminenti esponenti della cultura locale, anzi di rione, si è discusso dell’ultima alluvione che ha colpito al cuore la nostra zona, della situazione grave che si è creata in quei giorni per il blocco di strade e ferrovia. Si è iniziato con due poesie una in lingua e una in dialetto veramente toccanti (da piangere). Subito dopo è arrivato il turno di uno storico che ha ripercorso le vicende degli ultimi anni della zona colpita dalla violenta alluvione, ed ha concluso che ai tempi di Garibaldi, queste cose non succedevano!

Ha preso la parola, poi, un famoso ricercatore, che ci invidiano tutti gli studiosi della cicoria e i ricercatori di lumache di Cardara, questi,  ha ricordato tra l’altro, che la ricerca anche nel campo “alluvionale”, ha fatto degli enormi passi, infatti, adesso, si riesce con un nuovo preparato chimico, usa e getta (che si sparge nell’aria con l’uso di elicotteri), a trasformare la pioggia in cenere, un po’ come l’Etna, in questo modo l’acqua diventa polvere e, essendo polvere, non riuscirà ad allagare una bella…fiumara!

É venuto il turno poi, di uno scrittore di fama condominiale, che ha affrontato il tema del convegno, con foto e scritti del suo ultimo romanzo:” La ndranghita, secondo l’alluvione e i venti forti”. Ha chiuso, infine, gli interventi, un critico letterario che ha fatto riferimento ai numerosi romanzi e racconti che hanno trattato nel tempo, il tema delle alluvioni, come:” Via col vento”, “Scende la pioggia”, “Dal ’52 al 2015, acqua chi cati”, “La fiumara non è pericolosa se si secca, come dicono tanti stupidi, ma lo è se si riempie d’acqua”, ecc. ecc.

Il dibattito si è concluso con l’intervento del moderatore che ha ringraziato i presenti per i loro preziosi argomenti, così come aveva fatto all’inizio. Cosa sarebbe la vita senza un moderatore?

In fondo alla sala, Peppi Scapparruni, dopo aver sonnecchiato tutto il tempo:” Finarmenti finìu i parra ssu gnoranti!”.

Un signore lì vicino, un po’ sorpreso, gli ha chiesto:” A quale ignorante si riferisce, visto ch’erano in tanti?”.

“In tanti”, obietta Peppi, “guardi che questa non era una tavola rotonda ma era la sedia che girava, e lì sopra seduto, c’era un solo uomo, con tutte quelle cariche; in realtà, il ricercatore, lo storico, il poeta, lo scrittore, il critico letterario ecc. ecc. è tutto rappresentato da una sola persona. Questo è il grande miracolo della natura, e se non ci crede, guardi il manifesto!”.

“Ha ragione”, dice il signore, “oltre ai titoli che dice lei, c’è scritto pure che è architetto”.

“Si, è vero, e questa è l’unica cosa certa, l’unica cosa vera, il resto è un mistero…”.

“Ma come poeta ha anche pubblicato un libro”.

“Esatto, ed è proprio dal libro che si capisce che non è un poeta!”.

“Mamma mia!” esclama il signore, “come ci si salva da tutto questo?”.

Peppi Scapparruni lo guarda e con un sorrisetto di sofferenza gli risponde: “Quando la sedia girevole, diventerà elettrica!”.

*Ogni riferimento a fatti, persone e cose, è puramente fattu a posta!

 

 

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Il Monte dei Pegni di Siena e mio compare

di Bruno Salvatore Lucisano - Stamattina facevo la fila davanti al bancomat del Monte dei Pegni di Siena (dicasi dei pegni perché se non dai una casa o uno stipendio in garanzia non ti danno un cazzo!), e ammiravo la risonanza magnetica verticale, da dove i clienti passano dopo aver premuto un tasto e, dopo, aver avuto il consenso dalla voce della donna al primo piano che dice “prego, entrare!”. Dopo questo passaggio, si ha la certezza di come procede la malattia.

Tutto nella norma, capita decine di volte ogni anno. Ma stamattina, primo giorno del mese, c’è il pagamento delle pensioni e, quindi, può capitare di vedere delle persone che si incontrano una volta ogni tanto.

Giusto stamattina, uno dei tanti compari di cui questa Terra è ricchissima, è arrivato davanti alle scale della banca, si è guardato attorno con aria sospetta, ha salito le scale e si è parato davanti alla risonanza magnetica.

Ha guardato dentro attraverso i vetri, ha increspato il naso come se sotto gli avessero messo un pezzo di merda e dopo aver guardato in alto, ha chiuso gli occhi per qualche secondo.

Come svegliatosi da un lungo sonno, ha riaperto gli occhi, si è guardato nuovamente intorno e, girandosi verso di me, mi ha fissato dritto negli occhi.

Io da parte mia, l’ho guardato e gli ho fatto un sorrisetto di cortesia…

“Buongiorno compare” grida sorridendo verso di me.

“Buongiorno compare”, rispondo io con un sorriso di circostanza.

“Eccu, stamatina ndi ncuntramma propria cca’, nto chjanu di latri!” (Ecco, stamattina ci siamo incontrati proprio qua, nel piano dei ladri).

I colpi di genio, nelle persone depresse, sono la cosa più straordinaria a cui un uomo possa assistere.

Stamattina, santa mattina, ho riso fino alle lacrime. In realtà, ho riso ed ho pianto.

Grazie compare.

 

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