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L’abbaglio dei commissari

  •   Bruno Salvatore Lucisano
L’abbaglio dei commissari

di Bruno Salvatore Lucisano - E niente! I commissari straordinari sono straordinari per davvero. E tanto più, sono straordinari quelli del Comune di Africo, infatti non risulta che ad altri colleghi in altri Comuni sciolti per mafia, sia venuta in mente questa insolita (secondo i punti di vista), idea.

Un piatto caldo non si rifiuta a nessuno, nemmeno ai carcerati per mafia, neppure a quanti sono rinchiusi al 41 bis.

I Commissari, per stabilire che i familiari dei mafiosi (minorenni compresi) non hanno diritto al bonus alimentare, si sono ispirati a una legge del 1991. In questa legge, non troverete che i figli dei mafiosi sono esclusi dal bonus alimentare se il padre è in carcere per mafia. No!

Questa legge, non si occupa di pandemie, di fame, di pane. Niente di tutto questo. Si preoccupa solo, o quasi, di non dare lavoro alle mafie e porta la firma di Giulio Andreotti, prescritto per reati di mafia; Vincenzo Scotti, prescritto per reati di mafia; Claudio Martelli che ha avuto parecchio a che fare con la giustizia, ma non per fatti di mafia. Due su tre! Vuoi vedere che non diamo da mangiare ai figli dei mafiosi carcerati, con la legge firmata da presunti mafiosi prescritti e non carcerati?

Quindi stando a questa delibera, nessuno dei familiari (dove fluisce copioso il profumo di ndranghita, benchè in evaporazione perpetua), avrà il benché minimo aiuto finanziario dei circa trentamila euro, inviati dallo Stato in seguito alla calamità del virus che sta colpendo tutta Europa e il mondo. Insomma, un piccoletto di dieci anni, anche se “a bonanima du nonnu era mafiusu, se il padre o lo zio, villeggiano nelle patrie galere, non ha diritto a un pezzo di pane. Non si sa se per ulteriore inasprimento del 41 bis, o per essere sicuri di non sbagliare.

Ma se ai mafiosi gli si dà da mangiare in carcere, possibile che non ne abbiano diritto i figli a casa?

Se poi state pensando che questi sono i sistemi per affermare il rispetto per lo Stato da parte di minorenni, la delibera, lasciatela così com’è. Ma se togliete il pane a un minorenne bisognoso, anche se figlio di mafiosi, non vi aspettate che questi crescendo si faccia prete, a meno che non gli arrivi la chiamata diretta dello Spirito Santo.

I buoni spesa, i buoni alimentari sono stati concepiti per i poveri. Dateli ai poveri, tanto poi, dopo quindici giorni, finita la spesa, dovranno fare prestidigitazione come Silvan, per apparecchiare la tavola e far comparire il cibo tra i rebbi della forchetta.

Con rispetto e stima.  


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