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È tutto un giro di do

È tutto un giro di do

Il furto si scopre dopo che è stato fatto. Finalmente riusciamo a capire cosa significa popolar-nazionale invece di nazional-popolare. Questa sottigliezza della maglietta fina (che sottigliezza non è), si è scoperta dopo la truffa. Ma dov’è la truffa visto che tutto si è svolto regolarmente?

Intanto si chiede al popolo delle canzonette di votare da casa e che, addirittura, possono esprimere anche cinque voti per la canzone preferita al costo di 2, 75 euro. Fin qui nulla di male, ognuno spende i suoi soldi come meglio crede. Si dimenticano di spiegare che un milione di voti del televoto (a pagamento), valgono sempre, più o meno, quanto un voto di Servegnini oppure quanto quello della Dandini (a gratis) anzi a pagamento nel senso che qui i soldi li prendono loro. Servegnini e Dandini. Capito di chi parlo? Qualcuno conosce i titoli musicali di questi due signori? No? È perché non servono, serve essere del giro rosso! Rai tre, che per l’occasione (ghiotta), si sposta su Rai uno. Tutto pagato. I compagni di merenda.

 

Il parere degli italiani non serve a San Remo e non serve nelle elezioni. La gente vota Bersani e vince Renzi. La gente vota Ultimo e vince Mahmood.

Se sentite puzza di razzismo in queste quattro righe, vi voglio avvisare che io me ne fotto di San Remo (il festival intendo) e, semmai, c’è un razzismo all’incontrario che è quello di non aver alcuna considerazione delle persone. Io so’ io, e tu non sei un cazzo!

Ma poi, come dice giustamente il maestro Finardi, tutte le canzoni di San Remo, hanno “il giro di do”. Do, la nota, do, voce del verbo dare.

Tanto, tra una settimana, sarà tutto finito.

Il premio della critica l’ha vinto Cristichi. Qualcuno sostiene che il testo è bello ed è una poesia. No, non è una poesia (è piena di luoghi comuni e di frasi già dette), le poesie non si scrivono in tre!

Niente di nuovo sotto i garofani. Letame c’era e letame c’è.


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