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Terremoto. Solidarietà prima agli italiani: né a De Benedetti, né ai migranti

Ho avuto già modo di trattare questo argomento, in lingua e in dialetto, ed è chiarissima la mia posizione su quella che è, e dev’essere, l’accoglienza per tutti quelli che la richiedano e che ne hanno bisogno. Sono quindi dell’idea, indissolubile, che un pezzo di pane, se occorre, bisogna farlo in quattro. E non metto lingua sul fatto che ai migranti debbano essere assicurati tre pasti al giorno, riscaldamento e la raccomandazione di fornire loro almeno 150 grammi di carne al giorno ecc. Sì, è scritto così nelle circolari che girano nei centri e negli alberghi anche a quattro stelle che ospitano i migranti. Si raccomandano centocinquanta grammi di carne a testa, al giorno!

Subisco anche la più esasperata esagerazione, il più drammatico stravolgimento della realtà in cui viviamo, il fatto che di queste cose se ne occupino, a volte e spesso, degli emeriti cretini. Subisco tutto, però ad un patto! Ed il patto è questo, che prima - e subito - queste stesse cose vengano garantite (anche) agli italiani residenti.

E quindi tutto ciò, per me, d’ora in avanti starà bene se la stessa assistenza sarà rivolta agli italiani che vivono in macchina, ai terremotati sotto le tende a 20 gradi sotto zero, agli invalidi che vivono con 270 euro al mese, ai disoccupati, agli emarginati e a quanti in Italia stanno pagando fame ed interessi per la ricchezza distribuita a chi già ce li ha.

La colletta non si fa per salvare le banche, la colletta si fa per darla a chi ne ha bisogno.

I soldi si danno a chi è in difficolta e non a chi li sperpera o, nel peggiore dei casi, li ruba.

C’è bisogno di un’altra Italia: sì dell’accoglienza, sì della solidarietà... ma per tutti. E se vi dovesse essere una priorità, questa è per gli italiani che vivono sotto le tende a venti gradi sotto zero e che dormono in macchina. Se non si riesce a risolvere questi problemi noi, in tutta onestà, non possiamo permetterci il lusso di aiutare nessuno. Nessuno. Nè De Benedetti, nè i migranti. Nessuno!

Trovare in un battibaleno 20 miliardi per salvare una banca e lasciare i terremotati in quelle condizioni da mesi, garantire privilegi ai ladri e non dare assistenza a chi ne ha bisogno è assolutamente crudele ed intollerabile, inumano e spaventoso, cinico e bestiale.

Cerco di tradurre in poche parole, se ci riesco, tutta la rabbia nelle righe che avete appena letto con questa domanda: ma la solidarietà non vale (anche) per gli italiani?

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Rizziconi. Raccolta fondi per Amatrice, il successo del Lions Club

  • Published in Eventi

COMUNICATO STAMPA - Grande successo per il concerto organizzato dal Lions Club “Polistena Brutium”, con la collaborazione del Leo Club, che si è svolto a Rizziconi presso l’auditorium diocesano “Casa di Nazareth”.

L’evento, che ha visto la partecipazione a titolo gratuito della “Banda Sans Souci”, aveva lo scopo di raccogliere fondi da donare interamente ad Amatrice, colpita dal tragico terremoto che si è verificato nel centro Italia nelle prime ore di mercoledì 24 agosto, per la realizzazione di un laboratorio d’informatica per i bambini dell’Istituto Comprensivo di Amatrice, progetto che vede coinvolti tutti i Clubs Lions della Calabria.

Oltre 300 sono state le persone presenti alla “Casa di Nazareth” - tra queste,  numerose autorità lionistiche e civili tra i quali: l’immediato past governatore dei distretto 108 YA geom. Totò Fuscaldo, il vice presidente del Consiglio Regionale della Calabria on. Francesco D’Agostino, il sindaco del comune di Seminara dott. Giovanni Piccolo, il sindaco del comune di Scido dott. Giuseppe Zampogna, il vice-sindaco del comune di Cinquefrondi avv. Giuseppe Longo, il presidente del Consiglio Comunale di Polistena dott. Angelo Borgese - che hanno assistito alla performance della “Banda Sans Souci”, un gruppo di musicisti impegnati a riproporre musica d’autore italiana.

Commovente e particolarmente toccante, oltre che di stimolo alla riflessione sulle tragiche conseguenze dei terremoti, è stato il collegamento telefonico con il vice-sindaco di Amatrice, Gianluca Carloni, il quale, dopo aver ricordato i terribili momenti del terremoto, si è detto sicuro che Amatrice tornerà quella di prima ed ha ringraziato tutte le persone che hanno dimostrato grande sensibilità e solidarietà dicendosi fiero di essere italiano.

Durante la telefonata, il presidente del Lions Club “Polistena Brutium” ha comunicato al vice-sindaco ed ai presenti che la cifra raccolta è stata oltre 1.500 euro.

L’evento, iniziato poco dopo le 19:30, è stato introdotto dalla lettura, da parte del Coordinatore Distrettuale della Conferenza Regionale dei Servizi sulla Cittadinanza Attiva in Calabria -avvocato Ferdinando Iacopino- del cerimoniale dei Lions, seguito dall’intervento dell’immediato Past Governatore geom. Totò Fuscaldo e da quello del presidente del club “Polistena Brutium”, avvocato Antonino Napoli.

L’avvocato Napoli, dopo aver ringraziato i presenti e chi ha collaborato alla riuscita dell’evento, ha affermato che “il Lions Club “Polistena Brutium” ha deciso di aprire il nuovo anno sociale dando un segnale concreto di solidarietà ed aiuto alle comunità colpite dal sisma”.

“La solidarietà -ha continuato Napoli- è alla base della funzione sociale di noi Lions tanto che il motto del centenario è proprio <<dove c’è bisogno, li c’è un Lions>>. Anche il luogo in cui ci troviamo, la Casa di Nazareth, ha un significato importante perché nella simbologia cristiana rappresenta la rinascita, per questo mi auguro che, anche con il contributo dei Lions, possano rinascere le attività economiche e sociali, in una parola: la vita, nei luoghi colpiti dal sisma”.

Napoli ha concluso il suo intervento anticipando che il “Polistena Brutium” sta organizzando anche un “service” finalizzato a prevenire e ridurre le conseguenze distruttive dei terremoti e dei disastri idrogeologici in Calabria ricordando che “certamente la Calabria è una zona ad alto rischio sismico e solo la prevenzione ed interventi di adeguamento degli immobili privati e pubblici -primi fra tutti le scuole- alle normative antisismiche potranno evitare che tali eventi abbiano conseguenze tragiche”.

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