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Seminara. Il Comune ha sottoscritto stamane un protocollo d’intesa con i soci della società "Enjoy Calabria"

“L'Amministrazione comunale di Seminara ha sottoscritto stamane presso Palazzo San Mercurio un protocollo d’intesa con i soci della società "Enjoy Calabria", rappresentata da Giuseppe Daniele Riefolo e Pietro Domenico Filippone e dal responsabile area “Turismo” Marco Borgese, per dotarsi di una moderna App per smartphone “Enjoy Seminara", al fine di dare la massima trasparenza al proprio operato, interagire con i cittadini, valorizzare la storia, la cultura, le tradizioni e il patrimonio artistico, avviando un riscatto sociale e il rilancio di tutte le aziende che operano in diversi settori dando lustro ogni peculiarità e identità del luogo”.
È quanto afferma il sindaco Antonio Arfuso che sottolinea di aver sposato, come prima Amministrazione comunale il progetto pilota "Enjoy Calabria", che prevede di realizzare un’App Info Tourist con l’implementazione di un’attività strategica di marketing in scala internazionale per lo sviluppo produttivo e turistico sostenibile di Seminara, potenziando e accrescendo la domanda e l’offerta turistica comunale.
“Enjoy Calabria, - dichiara  l’amministratore delegato Giuseppe Daniele Riefolo - metterà a disposizione dell’Amministrazione il proprio know how tecnologico e svilupperà di concerto con essa altre funzionalità interattive per una innovativa “Seminara 3.0”. Il protocollo d’intesa prevede che l'azienda produrrà il software senza ricevere alcun compenso se non, unicamente, il privilegio di potersi fregiare di essere stata la prima azienda che ha prodotto l'App “Enjoy Seminara", programmata dall'ingegnere Saverio Riotto, con l’impegno di coinvolgere altre amministrazioni comunali che vorranno proiettare il proprio comune in un futuro altamente innovativo atto a ridurre le distanze, promuovere il territorio, incentivare il turismo e rendere l’offerta della provincia di Reggio Calabria più competitiva e al passo con i tempi sul mercato globale.
Il Comune di Seminara, - continua Riefolo - che assume anche il ruolo di capofila del progetto pilota “Enjoy Costa Viola” potrà, anche per i suoi accordi extracomunali sottoscritti con il “Contratto di Costa”, prevedere e pianificare dei tavoli di concertazione e confronto al fine di divulgare ai Comuni della Costa Viola il know how ricevuto da Enjoy Calabria” per implementare il progetto pilota di valorizzazione territoriale e trasparenza istituzionale. Infatti, l’App “Enjoy Seminara” darà una trasparenza assoluta dell’operato dell’Amministrazione comunale e consentirà al cittadino, in tempo reale, di accedere a ogni attività istituzionale e interagire con essa; potrà attrarre l’attenzione dei residenti e degli emigrati sui valori culturali e ambientali e sulla necessità di riappropriarsi dell’orgoglio del senso di appartenenza di una cittadina che storicamente era il faro della cultura dell’intero Sud Italia, al fine di conservare tali valori e farne oggetto di programmi socio educativi. La società "Enjoy Calabria" – conclude Riefolo - ha scelto il Comune di Seminara per avviare questo progetto e sposterà una parte della propria redazione nel territorio comunale per avere un confronto diretto al fine di pianificare e implementare i contenuti dell’App”.

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Seminara. Martedì 21 agosto l'Amministrazione sottoscriverà il protocollo d'intesa tra il Comune e la società "Enjoy Calabria"

L'Amministrazione Comunale di Seminara ha deciso di sposare il progetto "Enjoy Calabria", rappresentata dai soci G.ppe Daniele Riefolo e Pietro Domenico Filippone.

Si tratta di una moderna App. per smartphone, grazie alla quale sarà facile valorizzare e avviare il riscatto sociale di Seminara, nonché il rilancio di tutte le aziende che operano in diversi settori dando lustro alla nostra Terra.

"Enjoy Calabria" mette a disposizione del Comune il proprio Know how tecnologico.

Il primo step consisterà nella creazione di un App di facile e immediato uso che fornisce all’Utente servizi comunali e ogni altra info tourist.

Grazie ad essa, l'Amministrazione di Seminara sarà in grado di offrire la massima trasparenza rispetto alla propria attività amministrativa.

Sarà data, inoltre, ai cittadini la possibilità di interagire, scrivere ed effettuare segnalazioni riguardo i vari aspetti del territorio Seminarese.

I turisti troveranno tutte le informazioni necessarie per scoprire la storia, la cultura, l’arte, le tradizioni ed ogni altra peculiarità del luogo.

L' App, ideata e progettata da Enjoy Calabria S.r.l., sarà programmata dall' ingegnere Saverio Riotto.

Saranno presenti nell' App molte altre funzionalità interattive per una Seminara 3.0 che saranno compiutamente descritte in una apposita conferenza stampa.

Si invitano, pertanto, gli organi di stampa a presenziare alla sottoscrizione del protocollo d'intesa tra il Comune e la società "Enjoy Calabria" che si terrà martedì 21 agosto alle ore 10:00 presso la sede comunale.

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La Cassazione conferma che a Chivasso (To) non esiste una cosca di ‘ndrangheta Gioffrè-Ilacqua

Gli indagati per associazione mafiosa sono originari di Seminara (R.C.).

La VI sezione della Corte di Cassazione si è definitivamente pronunciata sul ricorso del Pubblico Ministero presso la Distrettuale Antimafia di Torino, dottoressa Monica Abbatecola, che ha impugnato l’ordinanza del Tribunale della Libertà di Torino che aveva escluso che gli indagati del processo “Panamera” fossero appartenenti alla ‘ndrangheta.

La Procura di Torino aveva contestato agli indagati, oltre a numerosi reati di tentato omicidio, estorsione, danneggiamento, lesioni, rapine, aggravati dalle modalità mafiose anche il reato di associazione a delinquere di stampo mafioso contestato a Gioffrè Francesco, Gioffrè Domenico, Guerra Antonio, Ilacqua Domenico, Ilacqua Francesco, Ilacqua Luciano, Mirai Giovanni “per aver fatto parte, quantomeno dal 2012, in concorso con altri soggetti allo stato non ancora individuati, dell'associazione mafiosa denominata ‘ndrangheta, operante da anni sul territorio piemontese ed avente propri referenti di collegamento con le strutture organizzative insediate in Calabria, ed in particolare, in concorso con ILACQUA Pietro Domenico (deceduto nell'ottobre 2012), di una articolazione, operante nel territorio di Settimo Torninese, Chivasso, Leinì e zone limitrofe, dotata di propria autonomia e capacità d'azione, tale per cui i componenti si avvalevano della forza d'intimidazione del vincolo associativo e della condizione di assoggettamento e di omertà che ne derivava, per commettere delitti, per acquistare in modo indiretto il controllo di attività economiche e di autorizzazioni commerciali e per realizzare profitti e vantaggi ingiusti”.

Il Tribunale del Riesame di Torino, accogliendo i ricorsi dei difensori (Avv.ti Antonino Napoli, Giuseppe Germanò, Luigi Tartaglino e Salvo Lo Greco) aveva ritenuto che i reati commessi dagli indagati non rientrassero in un unico programma criminoso, che non era configurabile tra gli indagati il vincolo associativo e che non si riscontravano gli elementi caratterizzanti di una cosca di ‘ndrangheta.

Avverso il provvedimento del Tribunale del Riesame il Pubblico Ministero aveva proposto ricorso in Cassazione che la seconda sezione aveva accolto, per difetto di motivazione, con rinvio per altro esame.

Il Tribunale del Riesame in sede di rinvio ha escluso, ancora una volta, che dagli atti emerge l’appartenenza degli indagati alla ‘ndrangheta.

Avverso la nuova ordinanza ha, ancora una volta, proposto ricorso in Cassazione il Pubblico Ministero ritenendo, invece, che gli indagati fossero affiliati alla ‘ndrangheta e che il Tribunale della Libertà non aveva accolto le indicazioni contenute nella sentenza della seconda sezione della Corte di cassazione.

All’udienza, celebratasi davanti la VI sezione della Corte di Cassazione, il difensore dei fratelli Gioffrè, Francesco (ritenuto, insieme ad Antonio Guerra, il capo promotore dell’associazione) e Domenico, Avv. Antonino Napoli, che aveva in precedenza depositato una corposa memoria difensiva, ha rilevato che gli indagati non farebbero parte di un locale o ‘ndrina riconosciuti dal Crimine di Polsi, che non erano state attribuite agli indagati delle doti di ‘ndrangheta, che il gruppo di persone -in cui sarebbero stati inseriti gli indagati- non godeva di fama criminale e di conseguenza non generava forza di intimidazione, che i reati -ritenuti dal P.M. “reati fine”- erano frutto di impulso del momento a fronte di presunti torti subiti e che non vi sarebbe alcun tentativo di infiltrazione nel settore economico per il controllo di attività di mercato in quanto i ricorrenti parrebbero operare per logiche difensive rispetto a condotte vissute come truffaldine a loro danno, piuttosto che con lo spirito di infiltrazione di cui parla la norma incriminatrice.

La Corte di Cassazione, accogliendo le argomentazioni dell’avvocato Antonino Napoli, ha rigettato il ricorso del P.M. e, pertanto, sul reato associativo si è formato il giudicato cautelare.

Intanto il processo si sta celebrando davanti al Giudice per l’Udienza Preliminare di Torino, dott. Riccardo Ricciardi, e molti imputati hanno già optato per il giudizio abbreviato.

Gli imputati del processo “Panamera” sono: Gioffrè Francesco, Gioffrè Domenico, Guerra Antonio, Ilacqua Domenico, Ilacqua Francesco, Ilacqua Luciano, Mirai Giovanni, Amantea Valentino, Volpe Carmine, Grosso Francesco, Calò Salvatore, Lesquier Paolo, Strano Roberto, Gioffrè Davide, Pitzalis Ivan, Chiarello Michele, Guerra Michele Denis e Piperato Antonio.

Il collegio difensivo è costituito dagli Avvocati: Antonino Napoli, Giuseppe Germanò, Salvo Lo Greco, Mauro Ronco, Luigi Tartaglino, Stefano Castrale, Renato Cravero e Margherita Pittarelli.

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