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Seminara. Venerdì 9 agosto avrà luogo il concerto della Concert Band di Melicucco diretto da Maurizio Managò

La Concert band di Melicucco diretta da Maurizio Managò con solista il fisarmonicista Mario Stefano Pietrodarchi in concerto presso la chiesa di San Marco evangelista di Seminara per gli eventi "Ama Calabria".

Seminara – Venerdì 9 agosto 2019 alle ore 19,00 presso la Chiesa di San Marco Evangelista avrà luogo l’atteso concerto della "Concert Band" di Melicucco diretto da Maurizio Managò con la partecipazione straordinaria in qualità di solista del fisarmonicista Mario Stefano Pietrodarchi. La manifestazione rientra fra gli eventi promossi da AMA Calabria con il sostegno del Fondo Unico dello Spettacolo del MiBAC Direzione Generale dello Spettacolo con il cofinanziamento della Regione Calabria Assessorato alla Cultura nell’ambito del piano di Azione e Coesione 2014/2020 Asse 6.7.1 TRIENNIO 2017/2019 Azione 1° Grandi Festival ed Eventi Internazionali e della Città metropolitana di Reggio Calabria.

Importante sul territorio la collaborazione che AMA Calabria realizza da quest’anno con l’Amministrazione Comunale di Seminara.

La Concert Band di Melicucco, una delle principali orchestre di fiati della Calabria, ha ottenuto prestigiosi riconoscimenti e ottimi risultati; tra le più importanti citiamo: Concorso nazionale “La Bacchetta d’Oro” di Frosinone, Concorso nazionale “Danilo Cipolla” di Cetraro (CS), Concorso nazionale “AMA Calabria” di Lamezia Terme, Concorso Internazionale di Bertiolo (UD), Concorso Internazionale “Flicorno d’oro” di Riva del Garda (TN), Concorso nazionale “Suoni in Aspromonte” a Laureana di Borrello (RC).  Inoltre partecipa in qualità di gruppo ospite al “Certamen Internacional de Bandas de Musica Ciudad de Valencia” in Spagna nel Luglio 2006 ed è stata, inoltre, invitata ad esibirsi in diretta presso alcune trasmissioni televisive tra le quali: Unomattina su Rai 1 per il Capodanno 2009.  Dal 2010 ad oggi è sempre presente nel cartellone del prestigioso festival culturale CatonaTeatro. Nel corso della sua attività, questa formazione ha svolto tournée in diverse regioni italiane, ma anche in Francia e in Svizzera e ha promosso costantemente incontri didattici e concertistici con direttori come Angelo De Paola, Lorenzo Pusceddu, Daniele Carnevali, Marco Somadossi, Michele Netti, Jan Van Der Roost, Fulvio Creux, Andrè Waignein e Stefano Gatta.

Maurizio Managò, ha diretto oltre 1500 concerti in tutti il mondo. La sua attività vanta della prestigiosa collaborazione con il M° Riccardo Muti con il quale ha diretto insieme diversi concerti. Collabora con grandi artisti di fama internazionali ed è ideatore di progetti formativi sostenuti con i fondi SIAE Sillumina in partnership con il CIDIM Comitato Italiano Musica.

Mario Stefano Pietrodarchi, dopo aver vinto le principali competizioni mondiali per fisarmonica e bandoneon, ha iniziato una brillante attività concertistica internazionali presso le principali orchestre e società concertistiche di tutto il mondo.

Il Programma della serata comprende l’interpretazione di brani di Andrew Lloyd Weber, Ennio Morricone, Nicola Piovani, Astor Piazzolla Luis Bacalov e Nino Rota.

Melicucco, 8 agosto 2019                

L’Ufficio Stampa AMA Calabria

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Seminara. Sabato 3 agosto, alle ore 18:00, si inaugura il Museo delle Ceramiche di Calabria

L’inaugurazione sarà preceduta da un incontro presso la sala consiliare, con l’intervento di Mario Panarello, presidente del Centro Studi Esperide, Domenico Pisani, ex direttore del Museo Civico di Rende, e Monica De Marco, responsabile dell’allestimento.

Fondato nel 2011 di concerto con il Centro Studi Esperide, ma allestito tra il 2018 e il 2019, anche grazie all’impegno profuso dal sindaco Carmelo Arfuso, il museo nasce per documentare le produzioni ceramiche regionali, molte delle quali oggi estinte, facendo ricorso, laddove ancora possibile, anche alle testimonianze degli artigiani che hanno svolto tali attività. Oltre a una collezione di oltre 500 opere afferenti a 20 centri di produzione, il museo presenta al pubblico una ricca documentazione fotografica e audiovisiva.

Il percorso museale, che si estrinseca in tre sale, si propone l’obiettivo di tracciare un quadro dei principali contesti produttivi della ceramica regionale: “principali” non soltanto per durata del fenomeno e quantità di artefici e manufatti, ma anche, e soprattutto, per i caratteri specifici che conferiscono una precisa fisionomia alla tradizione figulina di una determinata area.

«Più che le case in cui l’uomo abita, più che le armi con cui combatte, più che qualsiasi altro utensile o gioiello la ceramica ha uno stretto legame con la collettività che la crea e l’adopera, riflette anzi la sua personalità molto più fedelmente di qualsiasi espressione materiale della cultura di un popolo». Espresso da Martin Almagro, studioso di culture materiali primitive, questo concetto focalizza il ruolo che i documenti di “terra” plasmata, foggiata e cotta dall’uomo in ogni parte del globo ricoprono quali fonti primarie della storia e della cultura delle civiltà che li hanno prodotti. Per limitarsi ad un esempio alla portata di tutti, basti richiamare l’importanza dei reperti vascolari nell’ambito degli studi sulla Grecia antica.

Questa efficacia semantica dei manufatti ceramici, quale veicolo di un complesso di elementi frutto di stratificazione e sedimentazione storica che consente di penetrare le più profonde radici culturali di un popolo, si perpetua in tutte quelle espressioni, anche recenti e attuali, che si possono far ricadere nel campo delle produzioni artigianali d’impianto tradizionale. Laddove, cioè, l’apporto creativo del singolo artigiano viene sistematicamente riassorbito in un flusso plurisecolare che basa la propria identità su un sistema di codici – tecnologici, materici, linguistici, simbolici – trasmessi di generazione in generazione e che anche quando si evolvono e si arricchiscono di elementi nuovi continuano a fluire nel solco della tradizione conservando precisi caratteri di riconoscibilità che riflettono peraltro un profondo legame col territorio e con l’immaginario della collettività.

Tra le regioni italiane periferiche, la Calabria è quella che nel corso del Novecento, in particolare in alcune aree, ha mantenuto un tenace e irriflesso attaccamento ad usanze

e pratiche che altrove la civiltà occidentale ha “superato” da secoli. È così che alcuni contesti produttivi dai caratteri “ancestrali” si sono conservati fino ai nostri giorni, richiamando da un lato l’attenzione degli studiosi di etnografia e di etnoarcheologia e imponendosi dall’altro nelle loro valenze di risorsa culturale anche per le comunità locali, che, ci si augura, possano sempre più sviluppare la consapevolezza di detenere un patrimonio immateriale di inestimabile valore.

È noto al mondo come la ceramica di Horezu, annoverata tra i fenomeni più rappresentativi della cultura rumena, nel 2012 sia stata inclusa nel patrimonio culturale immateriale dell'UNESCO. Si tratta di una produzione - prevalentemente scodelle - che rivisita tipologie e repertori decorativi medievali che dai Balcani si diffusero largamente anche nell'Italia meridionale e particolarmente in Calabria rappresentando quelle che gli archeologi chiamano invetriate policrome.

Ebbene in Calabria forse non tutti sanno che esiste un paese - Seminara - dove non solo i ceramisti locali portano avanti la tecnica di origini bizantine dell'ingobbio sotto vetrina ma dove inoltre sono tutt'oggi miracolosamente attive antiche fornaci a nocciolo di ulivo. Quella di Seminara è una ceramica veramente dall’aura antica, che ormai da oltre un secolo ha varcato i confini regionali partecipando a importanti esposizioni nazionali e internazionali, ovunque trionfando per il suo schietto sapore popolaresco e i profondi significati simbolici sottesi ai tipici soggetti interpretati dai ceramisti: la maschera apotropaica, mostruosa ed eretica o ispirata a eleganti prototipi classici, ma sempre diretta a preservare la dimora dagli influssi malefici; il riccio, che pur irto di aculei si configura quale simbolo di fecondità; il pesce, che rinvia da un lato alla tradizione cristiana e dall'altro a quella marinara; e poi fiasche antropomorfe, boccali a segreto, calabriselle e babbuini, sirene e tutto ciò che la fervida fantasia del ceramista di volta in volta suggerisce alle mani e al cuore.

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La "Bellezza" di Seminara Protagonista in varie Mostre del Sud Italia

In questa primavera Seminara esporta cultura, due sono le importanti mostre che il Sud Italia in questo 2019 offre a migliaia di Turisti e la Città di Seminara la fà da protagonista con delle opere straordinarie. La Soprintendenza archeologica, delle belle arti e paesaggio, in accordo con la Diocesi di Oppido-Palmi Ufficio Beni Ecclesiastici e la Basilica Santuario M. S.S Dei Poveri di Seminara, Congrega di San Marco, dopo vari sopralluoghi e studi ha deciso di prendere in prestito una delle più belle opere Rinascimentali della Calabria e di esporla a Matera Capitale Europea della Cultura. Domenico Scordo Curatore del Tesoro della Basilica ci dice che, fino agli anni 50 Matera era il Simbolo del degrado, oggi con orgoglio ci fa capire che il riscatto può avvenire tramite il patrimonio artistico, paesaggistico e culturale che il territorio possiede. Dal 19 Aprile al 19 Agosto chi visiterà Matera a Palazzo Lanfranchi potrà ammirare la Meravigliosa Madonna degli Angeli. Il Tema è il Rinascimento Visto da Sud. In accordo con L' Ingegnere dei beni ecclesiastici Ing. Paolo Martino e con il Rettore del Santuario Don Mino Ciano, il Curatore ha seguito personalmente insieme ai Funzionari del Ministero le Operazioni e redatto i vari verbali. Pensando a Seminara come una Piccola Città Museo. Fra Giovanni Fiore da Cropani nella sua titanica opera scritta nel seicento "La Calabria Illustrata" descrive la Madonna degli Angeli come un opera insigne di pregevole fattura in marmo finissimo, una bellissima opera che Antonello Gagini scolpi nel primo decennio del cinquecento. Nel bellissimo Borgo di Gerace dal 10 Aprile al 30 Giugno a Piazza Tribuna nel Museo Diocesano la Mostra "Arte e Fede" i Santi taumaturghi in Calabria Dove 4 reliquiari di pregevole fattura dei Santi Italo greci Elia lo Juniore e Filarete l'Ortolano di Seminara verranno esposte, ci racconta Domenico Scordo l'unione dei due bellissimi borghi di Gerace e Seminara, viene ricordato in uno dei più Grandi Figli che ebbe, Fra Barlaam da Seminara vissuto nel Medioevo filosofo e matematico fautore della scintilla dell' umanesimo E Vescovo di Gerace, maestro di Greco di Petrarca e Boccaccio e del Grande Leonzio Pilato anche esso Seminarase che tradusse dal Greco in Latino importanti opere come L' odissea l' Iliade la Pandet di Giustiniano e tanto altro ancora. Chi visiterà Seminara in questi mesi, potrà immergersi in un patrimonio artistico e culturale non indifferente, potrà ammirare opere del Bonanno, di Martino da Firenze, del Gagini di Calamech del Mazzolo, Montorsoli, più di 600 opere che aspettano appassionati e curiosi

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