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Bovalino. Sabato 27, al Caffè Letterario, si terrà la Presentazione del romanzo di Vito Teti "Il vampiro e la melanconia. Miti, storie, immaginazioni" di Vito Teti

«I vampiri, assumendo connotati diversi, ritornano, prima o poi. Anche i libri sui vampiri – così sperano i loro autori – hanno una qualche possibilità di ritornare, di non morire».

Così Vito Teti introduce il ritorno di questo libro in una nuova edizione completamente rivisitata, a chiudere idealmente quel «trittico della melanconia» che comprende Il senso dei luoghi e Quel che resta. Ma ogni ritorno è anche una novità, e così è per questo saggio, che si arricchisce di un ampio capitolo e di un ricco apparato iconografico che segue l’immaginario del revenant nelle sue rappresentazioni antiche e declinazioni contemporanee.

La figura del vampiro offre elementi di riflessione per approfondire il passaggio del mondo occidentale alla modernità. Se, nelle società tradizionali, il vampiro folklorico non può essere separato dalla paura del ritorno, perturbante e pericoloso, dei defunti, proprio l’Occidente colto e illuminato settecentesco è l’ambito in cui è possibile cogliere l’origine del complesso fenomeno storico del «ritorno» dei vampiri. Nel momento in cui melanconia e rovine si apprestano a raccontare i contrasti del lento affermarsi del moderno – che esorcizza alterità, malattia, follia, morte –, il vampiro rinasce nella letteratura come metafora di figure ambivalenti, ponendo così le basi per «contagiare» gli aspetti culturali caratterizzanti la tradizione occidentale contemporanea, dalla psicoanalisi al cinema, ai fumetti e a internet.

L’inedito capitolo finale riannoda il filo di una riflessione sul sentimento dei luoghi, addentrandosi nell’esplorazione delle recenti metafore, positive e negative, del vampiro all’inizio del nuovo millennio. Il vampiro che abita le rovine postmoderne – dal Muro di Berlino a Baghdad, dalle Torri Gemelle alle macerie dei terremoti – e incarna paure legate all’angoscia della fine del mondo ci ricorda la necessità di ristabilire un dialogo con i defunti, senza espellerli come vampiri distruttivi, ma riconoscendoli come parte integrante della comunità dei viventi. In questo senso, il libro afferma una filosofia «contro la morte», cogliendo spunti là dove la metafora del vampiro sembra aprire a un diverso rapporto con l’altro e a un riconoscimento della diversità.

Vito Teti, è professore ordinario di Antropologia culturale dell’Unical, dove ha fondato e dirige il Centro di iniziative e ricerche «Antropologie e Letterature del Mediterraneo». Tra le sue pubblicazioni: Il senso dei luoghi (Donzelli, 2004; III ed. 2014); Storia del peperoncino (Donzelli, 2007); La razza maledetta (Manifestolibri, 2011); Maledetto Sud (Einaudi, 2013); Pietre di pane (Quodlibet, 2014); Terra inquieta. Per un’antropologia dell’erranza meridionale(Rubbettino, 2015); Fine pasto. Il cibo che verrà (Einaudi, 2015); Quel che resta. L’Italia dei paesi, tra abbandoni e ritorni (Donzelli, 2017).

 

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Bovalino. Sabato 23 marzo, al Caffè Letterario, si terrà la presentazione del libro "I fatti di Casignana", di Mario La Cava

Sulle orme de "I Conquistatori" di Francesco Perri, "I fatti di Casignana"– opera pubblicata per la prima volta da Einaudi nel 1974– narra le vicende della lotta contadina all'’indomani della Grande guerra in un paese alle pendici dell’'Aspromonte per il rispetto della legge Visocchi, secondo cui ai reduci di guerra era concesso di sfruttare i terreni incolti.

A Casignana, feudo della principessa di Roccella, i contadini iniziano a bonificare la foresta Callistro ma, un mese prima della marcia su Roma, la concessione delle terre viene revocata; i contadini, guidati dal sindaco socialista Filippo Zanco, occupano pacificamente la foresta; il prefetto intima lo sgombero, le forze dell’'ordine attaccano e si consuma la tragedia. A fomentare la dura repressione ci pensano i figli di Don Luigi Nicota, il ricco e arrogante proprietario del paese.

Un romanzo coinvolgente in cui, con estrema obiettività e realismo scevro da ogni retorica populista, Mario La Cava indaga sulle cause della sconfitta del movimento contadino, mette in luce il contrasto di interessi tra contadini e pastori, denuncia la complicità del potere economico e politico, smaschera l’'ambiguità dei traditori, si compenetra nella sofferenza dei sopravvissuti, racconta la solitudine di chi non era riuscito a guidare il suo popolo alla vittoria.

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Sabato 23 marzo 2019- ore 18,00
Caffè Letterario Mario La Cava

Presentazione del libro I fatti di Casignana di Mario La Cava
Prefazione di Goffredo Fofi
Rubbettino Editore

Intervengono:
Ilario Ammendolia - Direttore editoriale "La Riviera"
Marco Gatto - Università della Calabria
Giuseppe Italiano - Critico letterario

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Bovalino. Sabato 2 marzo, al Caffè Letterario, si terrà la presentazione del libro "Corrado Alvaro e il cinema" di Maria Cristina Briguglio e Giovanni Scarfò

Non è facile definire Corrado Alvaro: romanziere, poeta, giornalista, traduttore, saggista, drammaturgo, critico teatrale, autore di sceneggiature, soggetti e collaborazioni per il cinema. Ha visto nascere – e a volte tramontare – mezzi, strumenti e stili comunicativi tra i più diversi. Ha diretto il quotidiano Il Popolo di Roma e il Risorgimento di Napoli, è stato tra i fondatori del "Sindacato Nazionale Scrittori", direttore del Giornale Radio nell'Italia liberata del '45 – costretto a dimettersi dopo solo un mese –, collaboratore di vari programmi radiofonici e televisivi e membro della Commissione Consultiva per l'aspetto culturale del costume nei programmi Tv (1954- 1956). Ma esiste un tratto caratteristico dell'autore di Gente in Aspromonte, in oltre trent'anni di attività culturale e lettura della contemporaneità, ed è la sua costante fedeltà alla Settima Musa.

Ossessionato da quest'arte "estremamente raffinata, e pure brutale e rozza", da questa "nuova tragedia moderna, senza mediazioni né attenuanti", Corrado Alvaro ha scritto di Cinema ogni qual volta gliene fosse data l'occasione (il suo primo articolo è del 1923 e l'ultimo del 1956, pochi mesi prima di morire).
Ma cos'è il Cinema? Un'"arte meccanica" che contribuisce alla stupidità umana, un anestetico per le coscienze, una "suggestione" che falsifica la realtà o un'arte che, al pari della letteratura e del teatro, dovrebbe avere come fine la possibilità e la necessità di "illuminare la vita", di "lavorare utilmente alla formazione della società"?

Oltre un centinaio di articoli e saggi (per lo più inediti) ci danno un quadro complessivo della ricerca compulsiva e spasmodica di Corrado Alvaro sulla Settima Arte, una visione critica e saggistica attraverso la quale – come ha scritto Gian Piero Brunetta – ha "interpretato fenomeni che al critico professionale sfuggivano, spostando continuamente l'attenzione ai fenomeni più svariati, dal cinema al film, dall'autore al fruitore, dal testo al contesto".

MARIA CRISTINA BRIGUGLIO
Maria Cristina Briguglio è docente di Italiano, Storia e Geografia negli Istituti Statali di Istruzione Secondaria. Ha conseguito la laurea in Arti e Scienze dello Spettacolo presso l'Università di Roma La Sapienza, con una tesi su "I teatri alla Radio", in collaborazione con Rai Radio Tre, e la laurea magistrale in "Testo, Linguaggi, Letteratura", con una tesi di Letteratura Italiana su "Le donne di Corrado Alvaro tra realtà e mistero".
Ha un Master Universitario di II° liv. In Didattica dell'Italiano come seconda lingua, presso l'Università della Calabria e ha frequentato corsi di perfezionamento in didattica della lingua italiana, scrittura creativa e cooperative learning.
Collabora con associazioni culturali, enti di formazione e premi letterari.

GIOVANNI SCARFÒ
Giovanni Scarfò, direttore della Cineteca della Calabria e Presidente del Centro Studi, Ricerche e Promozione Cinematografica "Francesco Misiano". L'attività di Giovanni Scarfò si manifesta secondo la direttiva di una promozione umana e sociale nel campo della cultura cinematografica con la pubblicazione di libri e articoli sul cinema, la realizzazione di programmi televisivi, manifestazioni, produzioni e regie cinematografiche.
Ha pubblicato: "Corrado Alvaro Al Cinema," "La Calabria nel cinema", "Cinema e Mezzogiorno", "Farmacinema", "La Canzone d'Aspromonte", "Cine Tour Calabria".
Ha curato la regia dei docufilm: "Melissa 49/99" (1999), "Il caso Misiano" (2005), "La canzone d'Aspromonte" (2012), "Bellezze e Rovine: l'Italia – il Mezzogiorno – di Umberto Zanotti Bianco" (2014).
Ha collaborato alla sceneggiatura ed è il produttore esecutivo dei docufilm di Matteo Scarfò: "Anna, Teresa e le Resistenti" (2010), "Bomb! Burning fantasy" (2015) e "l'Ultimo sole della notte" (2018).

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Sabato 2 marzo 2019- ore 18,00
Caffè Letterario Mario La Cava
Corso Umberto I, 114 - Bovalino (RC)

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