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Siderno. Venerdì 12 alle 18 alla biblioteca comunale, Claudio Cordova presenta il suo reportage dal Messico

VENERDI' 12 OTTOBRE 2018 ALLE ORE 18.30 verrà proiettata la video inchiesta, "LA TERRA DEGLI ALBERI CADUTI", realizzata dal giornalista Claudio Cordova che narra il dramma dei desaparecidos, ma anche la collusione e le omissioni del governo messicano.

Luogo: BIBLIOTECA COMUNALE ARMANDO LA TORRE VIA REGGIO, 1 SIDERNO (RC)
L'AUTORE DIALOGHERA' CON Gianluca Albanese. 

«In Messico ci sono 33 mila desaparecidos, famiglie che sono decimante dalle sparizioni attuate sia dai narcotrafficanti ma, anche in combutta con lo Stato». Narcos e desaparecidos ma, anche corruzione e omissioni del governo. Un viaggio che dura 48 minuti e che snocciola non di certo l’immagine di un paese per anni costruita ad hoc su spiagge dorate bensì, offre uno spaccato nudo e crudo di una terra martoriata dalla criminalità organizzata, dalla violazione dei diritti umani, dalla povertà e dall’inefficienza e dalle collusioni delle istituzioni. È la prima volta che viene realizzata una video-inchiesta di questa portata: una discesa negli inferi raccontata attraverso la testimonianza diretta e le crude immagini delle tante vittime. Una produzione realizzata tra Italia e Messico “la terra degli alberi caduti” narra un dramma che è diventato ormai uno scandalo e che il panorama internazionale cerca di ignorare. Circa 40 mila persone scomparse e più di 980 fosse comuni. In Messico corruzione e narcos vanno a braccetto in molti casi e in molte regioni. A pagare sono anche i giornalisti che tentano di raccontare queste vicende, casi di narco-politica, di pezzi dello Stato direttamente coinvolti con i gruppi di criminalità organizzata. In questa coincidenza di elementi - politica, cartelli della droga, affari - si nasconde il motivo della violenza contro i giornalisti. Una vera e propria “strategia della tensione” che non risparmia nessuno: emblematica la vicenda dei 43 studenti della scuola di Ayotzinapa, scomparsi per mano di forze dell’ordine e narcos. «In Messico è sempre più diffuso- ha affermato Cordova alla nostra testata- il fenomeno delle fossi comuni, ce ne sono quasi mille e lo Stato non solo non ricerca i corpi delle persone sparite ma, anzi lo vieta ai familiari. Le famiglie quindi sono costrette, a compiere le ricerche dei propri cari di nascosto. Ciò- ha concluso il giornalista- genera ulteriore disperazione nelle vittime che non trovano mai pace».

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Melito di Porto Salvo. Grande partecipazione alla proiezione del Film Documentario di Claudio Cordova “La terra degli alberi caduti”

  • Published in Eventi

Venerdì scorso, nella splendida cornice della Villa Minniti, sul lungomare di Melito di Porto Salvo, ha avuto luogo la presentazione del film documentario di Claudio Cordova, giovane cronista giudiziario molto noto e stimato, intitolato “La terra degli alberi caduti”.

L’evento, organizzato dal movimento politico-culturale #unacittadacambiare, introdotto da Emanuela Laganà e moderato da Nina Iaria, è stato molto partecipato.

Numerosissimi hanno assistito alla proiezione del documentario. Un racconto appassionato ed appassionante da cui traspare l’amore per la verità che anima il cronista ed esprime il difficile rapporto tra libertà di espressione e territorio, una costante quasi universale che si rintraccia non solo in contesti caratterizzati da una compressione delle libertà fondamentali ma anche in ambienti contraddistinti da una spiccata cultura democratica e del rispetto dei diritti.

Come in un gioco di specchi, il Messico mostra ora il suo volto “pulito”, fatto di  immense spiagge ed attrattive turistiche, ora quello “brutale” della violenza bieca perpetrata ai danni di gente comune al solo fine di mantenere lo stato di terrore di cui si nutrono le bande criminali. E’ il racconto di una terra disperata, di uno Stato assente e connivente, dello strapotere dei narcos in combutta con le istituzioni corrotte, un luogo di spazi immensi e senza tempo. E’ la storia di madri che perdono per sempre i loro figli, i desaparecidos, gente comune, giornalisti, oppositori politici ed attivisti dei diritti umani che vengono fatti letteralmente sparire nel nulla. Privati finanche del diritto ad una degna sepoltura. E’ la storia di donne forti, dalla volontà incrollabile, che scavano a mani nude nelle fosse comuni, rischiando di essere arrestate, per cercare e trovare i propri cari, per dare loro almeno una degna sepoltura. E sono quelle stesse donne che, troppo spesso, vengono violentate, schiavizzate, costrette a divenire amanti dei narcos, uccise. E’ la storia di un confine troppo sottile tra lecito ed illecito, tra dovere e potere, tra morte e vita.

Ma, nonostante il senso di smarrimento di una vita continuamente sotto assedio, è anche una storia di resistenza e coraggio di chi, nonostante tutto, continua a combattere per i diritti, per passione ed amore delle generazioni future.

La visione del documentario ha anche suscitato numerosi parallelismi tra la realtà messicana e quella calabrese, sia per l’aspetto relativo agli evidenti legami tra i narcotrafficanti e la ndrangheta che, forse ancora di più, per il sistema di connivenze e corruzione che, soprattutto nelle zone economicamente e socialmente più arretrate, alimenta il circuito perverso dell’illegalità con evidenti conseguenze negative sui diritti di tutti. Soprattutto di chi, come i giornalisti, diviene spesso oggetto di attenzioni “particolari” da parte della ndrangheta che, laddove non riesce a corrompere, isola, calunnia, diffama, annienta l’identità.

Forte e permeante il messaggio di speranza: la speranza di chi resta, in Calabria come in Messico, di chi resiste, di chi – animato di passione – continua a credere in un mondo diverso, migliore. La speranza che le donne, il cui coraggio non conosce limiti, possano divenire “centro propulsore” del cambiamento e della promozione delle libertà.

Le emozioni hanno dominato la serata.  Soprattutto quando è stato l’autore, rispondendo alla domanda della moderatrice Nina Iaria, a raccontare il difficile impatto emotivo provato nel vivere e girare scene così intense.

Colpisce, è forse è il messaggio che per noi più rileva, la attenta ed intensa partecipazione degli ospiti che hanno seguito la proiezione dando prova del fatto che anche Melito “può volare alta”, discutere di diritti e libertà, di ipotesi di cambiamento e miglioramento delle vite di tutti.

E’ questa la Melito che vorremmo. Ed è per questa Melito che continueremo la nostra battaglia per la legalità  e lo sviluppo della nostra amata terra; d'altronde, si sa, le "battaglie" delle donne sono le "vittorie" di tutti.

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Melito. Venerdì 27 luglio ci sarà la proiezione del documentario “La terra degli alberi caduti”, di Claudio Cordova

Venerdì 27 luglio il movimento politico culturale melitese "una città da #cambiare" organizzerà la proiezione del documentario “La terra degli alberi caduti”, realizzato dal giornalista calabrese Claudio Cordova, che, attraverso un viaggio in Messico durato diverse settimane, testimonia la violenza e la connivenza tra il potere e la criminalità organizzata che piegano quel Paese, conosciuto, fuori dai confini, solo per le sue spiagge e i luoghi paradisiaci per il turismo. 
“La terra degli alberi caduti” è un racconto in prima persona del dramma messicano: attraverso le angoscianti testimonianze dei protagonisti e le crude immagini in presa diretta della devastante realtà di quel Paese, si assiste a un racconto incalzante e privo di infingimenti. Il documentario riporta le interviste dei più noti giornalisti messicani che si occupano dei diritti umani e dei rapporti tra narcos, politica e istituzioni, affrontando i temi più scottanti del Messico: dal traffico di droga alle connivenze istituzionali, passando per la dipendenza della magistratura dagli organi politici, che si traduce in un tasso di impunità che supera il 90%. In Messico la pratica della tortura è ampiamente generalizzata, il numero di omicidi vicino a quelli delle zone di guerra e le violazioni dei diritti umani, che non risparmiano donne e bambini, all’ordine del giorno. Un Paese in cui 40 milioni di persone vivono sotto lo stato di povertà e in cui la libertà di stampa è compressa, attraverso la censura e i rastrellamenti dei cronisti non allineati.
Gli organizzatori invitano a partecipare numerosi a quest’importante evento che si terrà venerdì 27 luglio a Melito di Porto Salvo, nella splendida cornice di Villa Minniti, sul lungomare dei Mille di fronte al lido Paralia 3M; è previsto un aperitivo di benvenuto a partire dalle 20, per poi procedere alle 21 con la proiezione della video-inchiesta e concludere con un confronto diretto con il giornalista Claudio Cordova.
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