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Siderno. Resoconto della conferenza sul saggio critico di Maria Caterina Mammola, “Fermento e tormento di vita in Giovanni Pascoli - Formazione poetica tra simbolismo ed espressionismo”

  •   Redazione
Siderno. Resoconto della conferenza sul saggio critico di Maria Caterina Mammola, “Fermento e tormento di vita in Giovanni Pascoli - Formazione poetica tra simbolismo ed espressionismo”

Si è svolta nella libreria “Mag-La ladra di libri”, a Siderno, la conferenza sul saggio critico di Maria Caterina Mammola,“Fermento e tormento di vita in Giovanni Pascoli - Formazione poetica tra simbolismo ed espressionismo” e sulla poesia e sul pensiero di Giovanni Pascoli, come ha evidenziato  il giornalista Gianluca Albanese nella sua introduzione.

La prof.ssa Simona Masciaga ha messo in rilievo alcuni elementi del mondo poetico pascoliano, tra cui il simbolismo diffuso nelle opere del Poeta, e analizzato un testo di Diego Valeri del 1952. Ha letto e commentato la nota poesia “X agosto”, cogliendone vari significati simbolici, religiosi, analogici, attraverso le descrizioni del cielo con le stelle cadenti, la rondine uccisa mentre porta il cibo ai suoi rondinini, l’uomo riverso sul suo calesse, colpito da una pallottola assassina, che cristianamente chiede perdono a Dio, mentre tiene due bambole che avrebbe donato alle sue bambine, tornando a casa. La prof.ssa Masciaga ha  offerto una critica originale, del testo esaminato.

La conferenza si è svolta in forma di dialogo culturale, non solo, fra i relatori e l’Autrice, ma anche tra questi e il numeroso pubblico presente.

Caterina Mammola ha rilevato il valore del linguaggio poetico, la profondità del sentimento, la capacità del Pascoli di condensare parole, immagini e suoni nei versi, contemporaneamente, in un unicum.

Il dott. Vincenzo Tavernese, da cultore attento di filosofia e letteratura, ha rilevato l’importanza del sottotitolo del libro della Mammola: “Formazione poetica tra simbolismo ed espressionismo”, tratteggiando la teoria pascoliana del “Fanciullino”. Ha letto con tono efficace un passo del poemetto Solon, tratto dai Poemi Conviviali, soffermandosi su alcune vicende della vita e degli studi del Pascoli intrecciate agli esiti poetici e critici.

Pregevole l’intervento della prof.ssa Pina Cappelleri, che ha messo in rilievo un testo critico di Giacomo De Benedetti che, prima di Gianfranco Contini, aveva giudicato l’altezza e l’innovazione poetica del Pascoli.

Tra le molte persone presenti che hanno dichiarato la propria predilezione per le poesie pascoliane, anche la d.ssa Marida Gemelli, autrice di testi teatrali, che ha letto “Il lampo” aggiungendo osservazioni e un personale commento. Infine, la “Maestra” Maria Celi Campisi ha espresso con ricordi personali il valore etico, non solo lirico, di tante sublimi poesie del Pascoli.

Amore e morte, natura e storia, campagna e famiglia, dolore e speranza, vivono nei versi del poeta, che vanno oltre il loro significato letterale e simbolico. Secondo la Mammola, Pascoli anticipa l’ermetismo per alcune poesie brevi e illuminanti, va oltre i canoni dominanti della sua epoca e approda a forme espressionistiche nella sua poetica, anzi è l’unico grande poeta espressionista italiano.