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La "Reggio romana" è stato il tema del terzo appuntamento di "Pietrakappa" di Roberto Arillotta

  •   Redazione
La "Reggio romana" è stato il tema del terzo appuntamento di "Pietrakappa" di Roberto Arillotta

Terzo appuntamento con la Storia nella Toponomastica, organizzato da Pietrakappa di Roberto Arillotta con la collaborazione di Francesco Arillotta. Stavolta, l’incontro con i tanti appassionati di storia reggina che ormai presenziano con viva partecipazione a queste conversazioni del mercoledì, ha avuto come tema la Reggio romana, Rhegium Iulii. Il periodo della romanità è stato definito dal relatore come quello più positivo, nella pur lunghissima storia reggina. La città potè godere per diversi secoli della ‘pax romana’, una pace totale, senza aggressioni esterne, lotte e distruzioni; un lungo periodo in cui prosperarono i commerci  con altre città del Mediterraneo. Come dimostrano le ricche vestigia dei suoi palazzi e dei suoi templi che arricchiscono il Museo Nazionale. Sono stati, così, illustrati i siti in cui si sono avuti insigni ritrovamenti, con mosaici, cippi onorari – di cui uno addirittura ad Ottaviano Augusto, proveniente da quella che doveva essere l’area del Forum – e lapidi intitolate a imperatori e a  personaggi importanti della vita sociale cittadina. Riferimenti precisi sono stati fatti al tempio che esisteva sotto l’attuale palazzo della Prefettura, che faceva parte integrante della grande area termale esistente al centro della città, e che era forse dedicato a Esculapio. Una città che, dal livello in cui si trovano le strutture scoperte, sembra essere sistemata a gradoni, con l’asse stradale messo in luce negli scavi della Piazza Vittorio Emanuele (o Piazza Italia) come spina centrale di tutto l’impianto urbanistico. All’epoca, Rhegium fruiva ancora del porto naturale di Punta Calamizzi, che garantiva un sicuro approdo alle navi che venivano da Est e da Ovest, e per questo era anche diventata un centro di stoccaggio per le merci che andavano verso Roma: come dimostra il vasto impianto murario scoperto sotto l’edificio dell’ex Genio Civile. Reggio città multietnica: come dimostra il tempio dedicato alle divinità egizie Iside e Serapide, risalente ai tempi successivi all’imperatore Claudio. L’illustrazione del periodo romano continuerà il prossimo mercoledì, con il riferimento alla via Giulia e ai rapporti di Reggio con Ottaviano.