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Libri. Esce "Narcos Milano" il nuovo romanzo di Celeste Bruno

  •   Redazione
Libri. Esce "Narcos Milano" il nuovo romanzo di Celeste Bruno

Esce il nuovo libro"Narcos Milano", edito da Edizioni Virgilio distribuito da Amazon, di Celeste Bruno. Il libro è già disponibile in formato ebook mentre il cartaceo dal 27 p.v., distribuito da Amazon e da Mescat.

- Celeste Bruno nato a Bari,  milanese d’adozione.

Commissario di Polizia, dopo la formazione, a Milano dal 1977, prima come poliziotto di frontiera aeroportuale, poi alla Squadra Volante e per oltre 21 anni alla Squadra Mobile.

Ha investigato su omicidi, sequestri di persona, prostituzione, tratta di esseri umani e crimine organizzato, nazionale e internazionale. Brillanti operazioni svolte in tutta Italia e all’estero, attestate da onorificenze ed encomi.
È ritenuto uno stratega, con risoluzione della quasi totalità dei casi indagati. Tra questi i più noti delitti quelli di Marina Scrigna, Bob Caselli, Graziella Girgenti e il triplice omicidio compiuto dal primo serial killer certificato in Italia. Centinai i sequestri di immobili tra appartamenti, esercizi commerciali, centri estetici e club privè, derivati dalla sua attività investigativa. Tante le donne liberate dai loro aguzzini. Le operazioni “Meeting Stop”; “Silva”; “Ponte Lambro”; “Faenza Commandos” e quelle condotte tra Libia, Crotone e Milano denominate “Kafila” e “Al Matba”, le sue più note indagini; oltre all’arresto di un bancarottiere israeliano e la disarticolazione di clan criminali di stampo mafioso e di spessore internazionale.

Opinionista televisivo, scrive per diverse testate on line.

Nel 2004 ha pubblicato con Michele Focarete cronista del Corriere della Sera "Milano ad ogni ora" (Biblioteca dell’Immagine) nel 2009 con Paolo Brera "La Mobile" (Mursia) nel 2010 "L’artificiere" (Altravista) nel 2013 "Ti Sparo" (Cicorivolta) nel 2014 "La Torre Saracena" (AbEditore) nel 2015 "Via  Schievano…Per non dimenticare” (videoclip PVS) nel 2016 "Oscuri Riflessi" (AbEditore) nel 2017 “Kafila”  (AbEditore) nel 2019 “Trafficanti – Narcos Milano” (EV – Editore Virgilio - ).

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ALETTE

CELESTE BRUNO

TRAFFICANTI

Narcos Milano

Armi e cocaina: la scalata dei Narcos a Milano.

Un patto di sangue che all'ombra della Madonnina, comincia a prendere piedi nei primi anni novanta. Ricorda.......” all'epoca ispettore capo alla Sezione Omicidi della squadra Mobile di Milano. - A occuparsene erano sopratutto insospettabilmente “i milanesi”. Proprio un insospettabile, ……” fu ucciso dai sicari inviati dalle famiglie calabresi.....” Tutti d'accordo per spodestare i milanesi e accaparrarsi il mercato -.

(Arianna Giunti - Panorama 12 settembre 2012)

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IV di copertina:

L'uomo di Barranquilla, sino a ordini di quattrocento chili, poteva trattare e agire autonomamente, per quantitativi superiori, doveva inderogabilmente condurre il “cliente” al cospetto  di Pablo Escobar, per le debite valutazioni. Era praticamente l'anticamera europea del cartello di Medellin.

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Mai si sarebbe aspettato che la sua indagine, sarebbe giunta al cartello di  Medellin con a capo il trafficante più importante del mondo, Pablo Escobar.

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Italia – Colombia via Milano.

In quell'epoca, tutti pensavano che i clan avessero canali propri per rifornirsi di droga ma l'indagine relativa alla “eliminazione” di uno sconosciuto “narcos” meneghino, sviscererà un'altra verità: i  trafficanti più importanti del nord Italia erano tre milanesi  che avevano, come loro terminale, a Barranquilla in Colombia, un  concittadino, bandito e latitante, fuggito in quelle terre, divenuto un referente di Pablo Escobar.

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Agente: buongiorno…favorisca i documenti

Controllato: eccoli, prego

Agente: al terminale risulta che lei sarebbe uno spacciatore

Controllato: trafficante, prego !!!

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Conoscevamo le mafie, cosa nostra, camorra, 'ndrangheta ma prendiamo atto che esiste una criminalità organizzata parallela che si inserisce in affari enormi senza la mediazione di quelle mafie, uno scenario non più futuribile che bisognerà mettere a fuoco.

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I colombiani, quando avviavano una trattativa, in attesa dei pagamenti e a garanzia degli stessi, “trattenevano” un emissario dell'acquirente, trattandolo come ospite con tutti i comfort, champagne e donne comprese, sino alla riscossione del bonifico. In caso contrario, lo eliminavano.

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Si avvicinò, la folta peluria e  l’ inebriante, acre odore intimo, gli provocò un senso di eccitazione. Rimase immobile ad osservarla mentre lei lo palpava, senza muoversi o aderire. Non voleva complicarsi ulteriormente la vita, sconoscendo che l'offerta, rappresentava una componente del servizio di “ospitalità”.

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Furono anche gli “anni di piombo” e della successiva “guerra di mafia al nord” con omicidi cruenti che dilaniavano la città metropolitana. Ma il consumo non si arrestava e i traffici si fecero floridi.

I “coca party” diventano consuetudine quasi fossero degli happy hour e la ritmica   del “sesso, droga e rock roll” risuona vertiginosa, risucchiando i partecipi in un vortice irreale,  mischiando le grida ai lamenti, il pianto alle risa, la gioia alla malinconia, il connubio fisico alla passione.

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Coca Manager ovvero i  “cocager” personaggi inseriti nel business del traffico della cocaina, il primo anello della filiera, da non confondere con i corrieri o trasportatori, con i distributori e infine con chi la smercia al dettaglio,  in gergo  “pusher” o  “spaccdrog “.