Menu
FanduCorriere Locride
Abilitati in Romania. Il consiglio di stato accoglie definitivamente l’appello: la abilitazione all’insegnamento in Romania e il titolo di studio conseguito in Italia non necessita di mutuo riconoscimento. Il Miur ha violato l’art.45 tfue e l’art.1

Abilitati in Romania. Il consi…

«Di particolare import...

Reggio. Alla ricerca del verde pubblico tra incuria e abbandono

Reggio. Alla ricerca del verde…

«La vicenda della riap...

Poste Italiane tra le aziende più attrattive del mondo del lavoro per gli studenti universitari Calabresi

Poste Italiane tra le aziende …

«L’Azienda, guidata da...

Giovani Avvocati reggini - traguardi e prospettive

Giovani Avvocati reggini - tra…

Lo scorso 20 Luglio 20...

Gioiosa Jonica (RC): Al via il FilMuzik Art Festival

Gioiosa Jonica (RC): Al via il…

FilMuzik arts festival...

Poste Italiane: prosegue il piano di riaperture da lunedì 27 luglio torna disponibile l’ufficio di Locri1

Poste Italiane: prosegue il pi…

Reggio Calabria, 23 lu...

Reggio. “Scatti tra Cielo e Terra: l’Astronomia per la legalità e l’inclusione sociale”

Reggio. “Scatti tra Cielo e Te…

«Venerdì a Palazzo Cor...

EasyPark arriva a Roccella Ionica: «ora la sosta si paga anche con l’app»

EasyPark arriva a Roccella Ion…

21 luglio 2020 Da ogg...

A Sant'Ilario dello Jonio : La mostra di Celestino Gagliardi, il racconto di Rehab, l'incontro con Lou Palanca e il loro "Mistero al Cubo", la musica di Gabriele Albanese con la partecipazione speciale di Paolo Sofia

A Sant'Ilario dello Jonio : La…

Venerdì 17 luglio 2020...

In Calabria la finale nazionale delle Olimpiadi di Astronomia: «Il Planetarium Pythagoras scelto tra le 12 sedi nazionali»

In Calabria la finale nazional…

La finale nazionale 20...

Prev Next

Esce “Philia” il nuovo romanzo dello scrittore palmese Oreste Kessel Pace

  •   Sigfrido Parrello
Esce “Philia” il nuovo romanzo dello scrittore palmese Oreste Kessel Pace

di SIGFRIDO PARRELLO

PALMI (RC) - Oreste Kessel Pace, il prolifico scrittore di Palmi, ci regala una nuova avventura letteraria. Questa volta siamo distanti dalla civiltà antiche tanto amate dal Nostro ma ci ritroviamo all’interno di una trama sociale, perfida e drammatica.

Nell’estate del 1960, in una lussuosa villa in Toscana, due adolescenti sono lasciati soli dai genitori troppo concentrati sul lavoro e su loro stessi. I ragazzi sono vittime degli abusi sessuali dello zio. Quando i genitori scoprono l’orrore, si consuma la tragedia e il più piccolo dei ragazzi finisce in un orfanotrofio gestito dalla Chiesa. Calabria, estate 2015. Il ragazzo degli anni 60 adesso è un anziano prete che adesca gli adolescenti maschi per abusare della loro sessualità. Tra questi, Vittorio, sedici anni, cade nella trappola del prete pedofilo con la promessa di un iPhone di ultima generazione. Sullo sfondo di una natura calabrese selvaggia, del Mediterraneo visto come mare purificatore e di trapasso delle anime, si consuma la tragedia di un ragazzo, della sua prima fidanzatina, di una famiglia che non si rende conto del terribile segreto.

Un romanzo in cui il male è la pedofilia, in cui il predatore è stato a sua volta preda. Ma non si tratta di un romanzo di denuncia, come ci dice lo stesso Kessel: È solo una storia, come tante. Cruda come la carne e pura come una sorgente. Ma “Philia” è ciò che in molte parti del mondo è accaduto e continua, purtroppo, ad accadere. Un incubo narrativo sotto forma di romanzo, con lo stile in cui Oreste K.P. mette tutta la sua competenza di docente di tecnica della narrativa moderna.

Diviso in due spazi temporali, 1960 e 2015, però ambientato in una Palmi più recente dove il personaggio racconta la sua storia. Kessel è riuscito a utilizzare due stili diversi per entrambi gli spazi temporali, nel primo un io narrante e nel secondo un io narrativo. Persino i dialoghi utilizzano due tecniche diverse (nella prima parte si servono dei trattini e nella seconda parte delle virgolette con corsivo). Climax angoscioso. Immagini sporche, grigie. Sapore di sangue. Il racconto stesso è una violenza al Lettore. Nella prima parte il mostro è vittima ma nasce e si forma, nella seconda parte agisce e consuma la sua orribile storia. Nella seconda parte si nota anche l’uso dei collegamenti “ipertestuali” ad ogni scena, in tal modo la storia diviene un fiume tormentoso, anzi un’onda che si gonfia fino a trascinarsi, inevitabilmente, contro gli scogli. I capitoli non sono volutamente numerati allo scopo di non interrompere la continuità narrativa tra di essi. Proprio come in un film, dove le inquadrature sono collegate da un racconto unico, senza interruzioni. Perché un incubo non si interrompe mai, fino al collasso, si attanaglia con i suoi artigli alle caviglie finché non sanguinano, finché le gambe non cedono e la bestia può concedersi il pasto.

Oreste Kessel Pace Ha studiato archeologia a Macerata e da oltre 30 anni svolge attività culturali legate essenzialmente alla storia antica ed alla letteratura.

Ha scritto oltre 30 romanzi, 50 racconti, e centinaia di poesie. Le pubblicazioni: Palmi Anno 2100, romanzo; San Rocco, romanzo storico (due edizioni) Premio Calabria e Premio Fata Morgana; Scilla, romanzo mitologico (tre edizioni); Rhegion, romanzo breve storico mitologico; Premio Rhegium Julii; Artemide, romanzo breve storico mitologico Premio Rhegium Julii; S. ELIA Juniore, romanzo storico Premio Calabria; Mythos, silloge storico-mitologica; Premi vari; Popoli del Mare: cenni preliminari, saggio (due edizioni, due ristampe); La ragazza senza corpo, romanzo (due edizioni); Salus, silloge fotografica.

Studioso di civiltà antiche e docente di tecnica narrativa da molti anni, collabora anche con enti e riviste internazionali. Le opere di Oreste Kessel Pace sono presentate al Salone Internazionale del libro di Torino e vendute anche all’estero, con critiche curate di emeriti letterati, prestigiosi riconoscimenti letterari e ben quattro premi alla carriera ed all’impegno culturale.