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Reggio Calabria: inizia il processo sui fondi della Credem

  •   Redazione
Reggio Calabria: inizia il processo sui fondi della Credem

«Si terrà domani, mercoledì 5 marzo, al Palazzo di Giustizia di Reggio Calabria, la prima udienza che vede contrapposta una piccola risparmiatrice reggina al gruppo bancario Credito Emiliano.

Secondo l’accusa, un dipendente della filiale di Reggio Calabria della Credem, forse avallato da un suo superiore, facendo leva sul rapporto di fiducia che si era creato con alcuni clienti li ha indotti ad investire tutti i loro risparmi in rischiosissime obbligazioni subordinate, assolutamente inadeguate al loro profilo di rischio, rassicurandoli che si trattava di un investimento stabile e sicuro e che anche nel peggiore dei casi, avrebbero comunque riavuto indietro il capitale investito.

È accaduto invece che, nel mese di febbraio 2017, senza essere avvisati in alcun modo ne’ dalla sede centrale della banca ne’ tantomeno dai consulenti finanziari che li avevano a suo tempo indotti a contrarre l’investimento, le obbligazioni sono state forzosamente convertite in titoli azionari (ossia un titolo assolutamente diverso da quello in cui i risparmiatori avrebbero voluto investire ed ancora più inadeguato al loro profilo di rischio), svalutandosi istantaneamente e lasciando gli ignari clienti con in mano solo pochi spiccioli.

In un caso, in particolare, sembra che uno dei due consulenti finanziari della Credem sia arrivato ad assicurare per iscritto a una cliente che non c’era alcun rischio di perdere il capitale investito persino diversi mesi dopo che tale conversione era già avvenuta ed il danno si era già irreversibilmente consumato.

Risulta che i due dipendenti dell’agenzia reggina della Credem siano stati trasferiti in altre sedi (uno dei due nella relativamente vicina sede di Nicastro) poco prima che scoppiasse il caso e centinaia di piccoli risparmiatori inferociti si riversassero nella sede di Via Cattolica dei Greci per tentare di riavere indietro almeno il capitale investito.

Ce n’è abbastanza per temere che anche nella nostra città si stia riproponendo, certamente in scala minore ma in termini forse ancora più gravi e drammatici, ciò che abbiamo visto accadere con i risparmiatori truffati delle banche Popolare di Vicenza, Veneto Banca, Etruria, Marche, CaRiFerrara e Carichieti.

Ma per saperlo occorrerà seguire il procedimento che inizia domani al CeDir».


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