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Bovalino. Nota di “Impegno e partecipazione” sulla seduta del Consiglio comunale del 23 dicembre

  •   Redazione
Bovalino. Nota di “Impegno e partecipazione” sulla seduta del Consiglio comunale del 23 dicembre

Il Capogruppo di “Impegno e partecipazione” è intervenuto in dissenso rispetto alla proposta di Dichiarazione di dissesto formulata dalla maggioranza consiliare nel contesto della seduta del Consiglio comunale del 23 dicembre 2017.

TESTO DELL’INTERVENTO

Durante la campagna elettorale, una delle critiche rivolta al gruppo “Impegno e partecipazione” riguardava il fatto di aver elaborato tardivamente il suo progetto per il paese. Qualche sostenitore dell’attuale maggioranza, riducendo strumentalmente a 20 giorni il nostro impegno politico, disse che non era possibile analizzare e comprendere i problemi della comunità in così poco tempo. In realtà, anche se il nostro percorso era sicuramente più breve rispetto a quello delle altre liste, avevamo ben chiara la più importante delle criticità: il bilancio. Abbiamo replicato a quelle accuse dicendo che non erano necessari anni di studio per individuare la fonte da cui originava lo scempio che avevamo sotto gli occhi. Sarebbe stata sufficiente un’analisi onesta e un po’ di competenza in campo economico-finanziario per giungere alla conclusione che il rischio di dover dichiarare il dissesto era concreto. Per questa ragione abbiamo elaborato una proposta programmatica onesta e, in occasione del comizio di chiusura della campagna elettorale, ci siamo espressi con chiarezza dicendo ai nostri concittadini che tale rischio era concreto, qualora non si fossero compiuti i necessari passaggi di natura tecnico-giuridica in grado di scongiurarlo. Mi riferisco alla possibilità di rimodulare il piano di riequilibrio, entro 60 giorni dall’elaborazione della relazione di inizio mandato, che la vigente normativa accorda all'Amministrazione neoeletta. Avremmo gradito, come gruppo di opposizione, l’adeguata attenzione alla problematica, la quale, anche se non produrrà un inasprimento della pressione tributaria (in quanto già al massimo livello), avrà un effetto devastante sul piano dell’immagine del paese, che finirà nell’elenco dei comuni falliti (il default dell’Ente, infatti, è simile al fallimento di un’azienda privata, con la sola differenza che il Comune continua ad esistere e l’impresa no). Ma ciò che preoccupa è la rigidità dell’azione amministrativa futura, che si sostanzierà nell’impossibilità di contrarre mutui e impegnare, per ciascun intervento, somme superiori a quelle definitivamente previste dall’ultimo bilancio approvato; i pagamenti in conto competenze non potranno superare mensilmente un dodicesimo delle somme impegnabili; e, infine, dovrà essere effettuato il ridimensionamento della spesa per i costi del lavoro e la conseguente rideterminazione della dotazione organica. Considerata la portata del problema, avremmo gradito un maggiore coinvolgimento delle forze di minoranza, le quali, invece, sono state tenute in disparte e oggi, con nonchalance, la maggioranza si accinge ad approvare un dissesto che produrrà una serie di conseguenze molto negative a carico dell’Ente e dei cittadini di Bovalino. Nell’ultima riunione dei capigruppo siamo rimasti basiti. Dopo una lunga discussione su tematiche di vario genere, sicuramente meno rilevanti delle criticità di bilancio, il tempo riservato al terzo punto posto all’o.d.g. - Dichiarazione dissesto finanziario - è risultato estremamente esiguo, quasi si trattasse di un problema di poco conto. Perché non sono state poste in essere tutte le strategie per scongiurare questo ulteriore momento di tristezza per il nostro Comune? Come mai non è stata chiesta la collaborazione dell’opposizione? Come mai avete deciso di approvare il dissesto prim’ancora che il Ministero e la Corte dei Conti si pronuncino sul piano di riequilibrio? Come mai alcuni impegni finanziari, per decine di migliaia di euro al mese, vengono onorati puntualmente, mentre altri sono destinati ad essere disattesi? Le vostre scelte produrranno grave nocumento per alcuni creditori, mentre questo rischio sembra scongiurato per coloro i quali continuano a riscuotere puntualmente le loro spettanze. Non ci convince questo dissesto ad intermittenza. Non ci convince il vostro modo di operare. Dalle informazioni che voi stessi ci avete fornito qualche mese addietro sembrava non sussistessero i requisiti di legge per dichiarare il dissesto. A fine settembre abbiamo chiesto chiarimenti all’Assessore al bilancio riguardo agli introiti previsti nel DUP per il 2018, dove figurava una crescita del 300% di entrate tributarie e del 170% di quelle extra-tributarie. In quella circostanza l’assessore al ramo ha confermato quelle previsioni che, a suo dire, avrebbero portato nelle casse del Comune circa 22 milioni di maggiori entrate. E dopo appena due mesi da quelle rosee previsioni ci venite a parlare di dissesto. Mi rivolgo ai giovani colleghi Consiglieri di maggioranza. Molti di voi sono alla prima esperienza amministrativa. Oggi vi viene chiesto di dichiarare il fallimento del vostro Comune. Si tratta di un atto di grande rilevanza che legherà il nome di ciascuno di voi a questo drammatico evento. Vi chiedo dov’è finito l’entusiasmo e l’ottimismo che avevate soltanto qualche settimana addietro? Avete davvero approfondito la problematica? Sono state svolte tutte le valutazioni preliminari indispensabili per assumere questa delicata decisione? Oggi con il vostro voto impedirete alle aziende (NON TUTTE) e ai soggetti che vantano crediti nei riguardi dell’Amministrazione di riscuotere le loro spettanze. Probabilmente qualcuno di loro, a seguito di questa decisione, riporterà gravi conseguenze economiche. Forse, a sua volta, rischierà il fallimento. Siete davvero sicuri di quello che state facendo? Avete valutato bene le conseguenze o qualcuno vi sta trascinando, vostro malgrado, in una dimensione che non vi appartiene? Perdonatemi infine una puntina polemica. Qualsiasi Amministrazione avrebbe potuto deliberare il dissesto. Non erano necessari anni di studio dei problemi del paese per arrivare alla dichiarazione di fallimento dopo appena sei mesi. Riconosco che la via per evitare questo triste momento era stretta, ma sussistevano i margini per scongiurarle e voi non siete stati capaci di farlo. **** In sede di replica, il Capogruppo di “Impegno e partecipazione” ha chiesto un ulteriore momento di riflessione e approfondimento per giungere ad una valutazione esaustiva della situazione finanziaria dell’Ente, anche in ragione della discrasia tra i dati forniti dalla maggioranza, le valutazioni della triade commissariale risalenti ad aprile 2017 (che aveva rilevato un notevole miglioramento dei conti) e, soprattutto, con riferimento alle previsioni di introito che la stessa Amministrazione ha recentemente inserito nel DUP. Sempre in sede di replica, il Capogruppo di “Impegno e partecipazione” ha proposto, considerate le difficoltà finanziarie dell’Ente, la rinuncia delle indennità di carica dei componenti della Giunta, così come hanno fatto tutti i Consiglieri comunali. Nel formulare le richieste, il dott. Francesco Gangemi ha utilizzato le medesime parole pronunciate dall’attuale Sindaco, Vincenzo Maesano, nella precedente consiliatura, quando, dopo essere stato parte della maggioranza, passò all’opposizione: “Noi siamo vostri avversari e non nemici - affermò a suo tempo in Consiglio Maesano - né per voi e né tanto meno per il paese. Per questo sommessamente vi chiediamo, anzi vi preghiamo, di ragionare di più sulla situazione con animo calmo e sereno al fine di trovare quelle soluzioni ottimali che consentano l’invio della richiesta alla Corte dei Conti senza pregiudizio per l’Amministrazione rivisitando la documentazione nei tempi strettamente tecnici. Il Consiglio può disporre le necessarie variazioni per eliminare le contraddizioni, colmare le lacune e correggere le inesattezze. Se occorre il Consiglio può sospendere i propri lavori e riprendere tra qualche ora. Così facendo, quanto meno, si ridurranno i rischi che la richiesta non venga accolta… Noi, il consigliere Muscari ed io, proponiamo la riduzione delle spese istituzionali con rinuncia, dal 2013 e per tutta la durata del mandato, dei gettoni di presenza dei consiglieri e delle indennità di carica dei componenti della Giunta...”.