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Dissesto idrogeologico, ministero dell'ambiente: «avviamo il più grande cantiere d'Italia, il "cantiere ambientale"»

Roma, 27 febbraio 2019 - “Un piano dettagliato, che riordina il sistema affastellato di disposizioni normative e che razionalizza risorse e poteri: ecco che cos’è il ddl “Cantiere Ambiente” per la messa in sicurezza del Paese dal rischio idrogeologico”. A presentarlo il Ministro dell’Ambiente Sergio Costa durante la conferenza stampa a Palazzo Chigi con il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte e i ministri Barbara Lezzi e Gian Marco Centinaio durante la quale è stato illustrato il Piano per la mitigazione del rischio idrogeologico “Proteggi Italia”. 

“C’è un oggettivo ritardo nella progettazione da parte delle regioni, abbiamo un tasso medio di spesa del 7% e in questi mesi ci siamo confrontati con loro per poter migliorare il sistema”, dice il Ministro. 

Il ddl, che andrà presto in Consiglio dei Ministri, è quindi una vera e propria legge quadro che vede il Ministero dell’Ambiente al centro della progettazione e realizzazione delle opere come un hub che si interfaccia con le regioni e le altre istituzioni competenti.

Un totale di oltre 6,5 miliardi di euro per la prevenzione del rischio e la messa in sicurezza del territorio. 

“Abbiamo sempre detto che finanziamo i progetti cantierabili ma per poterci arrivare dobbiamo anticipare delle risorse, quindi con questo ddl diamo un acconto garantito ai Commissari di governo pari a non meno del 30% così da rendere più veloce e corposo il sistema dell’investimento. Il Ministero dell’Ambiente diventa un hub che si interfaccia con il territorio. Entro 60 giorni verranno definiti i cantieri da aprire attraverso conferenze di servizio con le autorità di bacino e i commissari”. Quindi il portale Rendis verrà utilizzato come database ma non più come algoritmo che determina le priorità dei progetti.

“Secondo tale algoritmo ad esempio - ha spiegato Costa - vengono privilegiati i progetti siti dove c’è una maggiore densità abitativa, e restano fuori da questa scala di priorità i piccoli centri abitati. Ecco questo non sarà più possibile”. 

Nasce poi la figura del green manager: è colui che presso la pubblica amministrazione è il referente dell’implementazione ambientale così come i NOS, i nuclei di supporto operativo, figure tecniche che vengono attivate su richiesta delle regioni. Presso il Ministero viene creata una struttura tecnica operativa che, in coordinamento con la cabina di regia di Palazzo Chigi, assiste la fase progettuale e cammina al fianco dei Commissari.

«Sono previste nuove modalità di erogazione dei finanziamenti con il passaggio dal sistema del rimborso a quello degli acconti garantiti, con semplificazione e riduzione dei trasferimenti - conclude Costa - Per cui si provvede all’immediato pagamento del 30 per cento dell’importo indicato, mentre le tranches successive verranno corrisposte in relazione allo stato di avanzamento dei lavori. Il più grande cantiere del Paese è pronto a partire».

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Siderno. Differenziata, Isola ecologica e TMB. L’Osservatorio cittadino traccia un bilancio

«A quasi tre anni dall’avvio della raccolta differenziata ed in vista dell’imminente avvio di un nuovo appalto aggiudicato dalla ditta Locride Ambiente per la raccolta dei rifiuti, l’Osservatorio delinea un bilancio della situazione attuale in cui non mancano segnali positivi ma tanto resta da fare. 

Se l’obiettivo di raccolta differenziata del precedente appalto, fissato al 65%, non è stato raggiunto con percentuali che si sono fermate al 46,9% secondo il report 2018 ARPACAL e al 54% secondo i dati forniti da Locride Ambiente, siamo lieti di registrare l’impegno della gestione commissariale a fare consegnare i mastelli a tutti gli esercizi commerciali che ne erano ancora sprovvisti e nel ricercare e sanzionare tutti coloro che abbandonano i rifiuti in strada. Da recenti incontri tra i nostri rappresentanti ed i Commissari abbiamo ottenuto conferma dell’attività di controllo del territorio svolto di concerto da vigili urbani ed il gestore del servizio al fine di identificare chi abbandona i rifiuti sul suolo cittadino e chi non effettua correttamente la differenziata ed applicare le multe del caso. Si stanno altresì moltiplicando le installazioni di videocamere per individuare chi inquina nei punti in cui si verifica l’accumulo maggiore di rifiuti, come per esempio Piazzale Europa, e porre fine al degrado a cui abbiamo assistito negli ultimi tempi ed è stata attivata, al fine di rendere più capillare il controllo del territorio, anche una convenzione con le guardie zoofile.

Nel dare atto del grande impegno profuso da parte della triade commissariale, soprattutto nella persona della Dott.ssa Mulè, che ha avviato una salda collaborazione con il nostro Osservatorio e si è sempre dimostrata attenta alle nostre segnalazioni e suggerimenti dobbiamo, tuttavia, evidenziare alcune criticità che permangono e che sono in parte imputabili anche alla cronica lentezza degli uffici comunali. Soprattutto in materia di lotta agli evasori ed alle utenze fantasma, occorre ancora effettuare i controlli incrociati tra utenze della luce e dell’acqua con le utenze TARI che darebbero modo di fare emergere quanti, non essendo a ruolo, non dispongono dei mastelli e smaltiscono i propri rifiuti in modo “creativo”.  La lotta all’evasione è fondamentale per impedire il fenomeno delle mini discariche abusive segnalate non solo in alcune vie e piazze del paese ma anche lungo gli argini delle fiumare (Lordo, Garino, Mangiafico e Novito) e in zone di aperta campagna tuttora in attesa di essere bonificate.

Per dovere di cronaca dobbiamo evidenziare altre criticità segnalate che restano ancora in attesa di soluzione. Più volte abbiamo richiesto che venissero rimossi i rifiuti più voluminosi raccolti a inizio dicembre in occasione della giornata della pulizia della spiaggia e giacciono abbandonati su lungomare e pista ciclabile. In questo caso le rassicurazioni ricevute dai Commissari sembrano scontrarsi con la reticenza della ditta preposta alla raccolta degli RSU che non da seguito agli impegni presi in materia di raccolta degli ingombranti e di pulizia dell’isola ecologica. In effetti abbiamo subito per un lungo periodo, senza peraltro un’adeguata comunicazione alla cittadinanza, l’interruzione del servizio di raccolta degli ingombranti per ragioni interne all’azienda e quindi passibili di penali secondo i termini contrattuali, che il comune non ha ritenuto di applicare.

Ancor più grave è la situazione dell’isola ecologica che, già oggetto di un esposto da parte nostra per la non regolare esecuzione dei lavori di realizzazione, dopo anni di attesa resta ancora un miraggio. Allo stato attuale il centro di raccolta comunale si presenta saturo di rifiuti, tanto nei cassoni -in cui si è accumulato anche del percolato a causa delle piogge- quanto nel piazzale. Il piazzale della stessa, a conferma di quanto denunciato, ha già ceduto in alcune parti dell’asfalto sotto il peso dei mezzi che vi transitano.  Di fronte a tale scempio, in un più incontri con i commissari, i rappresentanti di Locride Ambiente hanno dichiarato di avere avviato lo svuotamento dei cassoni che sarebbe avvenuto prima di mercoledì 13 febbraio, giorno di apertura del centro per la raccolta degli ingombranti. Purtroppo il 20 febbraio abbiamo constatato che l’isola ecologica versava ancora nella situazione descritta (documentata da un servizio fotografico) e abbiamo riscontrato che conferivano abusivamente, essendo il servizio riservato ai cittadini, anche veicoli commerciali di ditte private.

 L’Osservatorio Cittadino Rifiuti intende mantenere alta l’attenzione anche sul centro TMB di Siderno, di recente tornato ad emissioni odorose importanti. Non saremo disposti a tollerare che la Regione approfitti dell’impianto di Siderno per ovviare alle criticità del sistema di raccolta dei rifiuti calabrese aumentando i conferimenti, anche da fuori provincia ed intendiamo portare avanti un’azione di vigilanza affinchè ciò non avvenga. Inoltre avanziamo delle forti perplessità circa le recenti ordinanze, emesse dal Comune di Siderno a distanza di un mese, in cui si aumenta il conferimento della frazione organica da raccolta differenziata da 30 tonnellate giornaliere a 35. Il persistere del problema, nonostante le temperature ancora basse, costituisce un campanello d’allarme per ciò che potrà succedere con l’arrivo del tepore primaverile in termini di odore sprigionato».

L’Ufficio stampa dell’Osservatorio Cittadino Rifiuti

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Agricoltura: primo voto chiave del Parlamento UE sulla PAC

La Commissione per l’Ambiente, la sanità pubblica e la sicurezza alimentare del Parlamento Europeo ha votato oggi sulla proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio che stabilisce norme sul sostegno ai piani strategici che dovranno essere elaborati dagli Stati membri nel quadro della futura politica agricola comune (Piani Strategici della PAC post 2020).
La Commissione ha preso in esame 1.796 emendamenti di compromesso concordati tra i diversi gruppi politici, che riassumevano vari emendamenti presentati sullo stesso tema. Relatore in Commissione ambiente è l’eurodeputato italiano Giovanni La Via.

Il Parlamento europeo, nel suo ruolo di co-decisore della riforma della PAC, aveva presentato a gennaio 7.768 emendamenti alle proposte legislative della Commissione ma i parlamentari hanno dimostrando una forte volontà politica, lavorando energicamente alla definizione di emendamenti di compromesso, per votare i nuovi Regolamenti in Commissione agricoltura entro marzo, cosi da ipotizzare un voto in prima lettura da parte della plenaria dell’attuale Parlamento europeo prima del blocco dei lavori per le elezioni europee di maggio.

Il voto di oggi nella Commissione Ambiente del Parlamento dimostra che gli eurodeputati hanno raccolto la sfida di un maggiore ruolo della PAC per la tutela dell’ambiente, vista l'urgenza ambientale e climatica, ma quello che è veramente necessario è una completa riforma dell'intero sistema agricolo europeo. Il rischio di un naufragio della riforma resta molto alto, vista la tempistica così ridotta e la volontà di un rinvio della decisione al prossimo Parlamento UE di alcune forze politiche.

La Coalizione italiana #CambiamoAgricoltura (AIAB, Associazione per l’Agricoltura Biodinamica, FAI Fondo Ambiente Italiano, Federbio, ISDE Italia Medici per l’Ambiente, LIPU BirdLife, Legambiente, ProNatura e WWF Italia) considera il voto di oggi della Commissione per l’ambiente del Parlamento europeo molto importante perché fornisce alcune indicazioni su come la futura PAC dovrà affrontare le sfide ambientali e climatiche. Nel processo di riforma in corso i Ministeri e le Commissioni parlamentari per l'agricoltura e l'ambiente condividono le competenze e le responsabilità su parti sostanziali del futuro Regolamento principale della PAC, e nel dibattito le due Commissioni hanno lo stesso peso. Per questo la Coalizione #CambiamoAgricoltura ritiene che le autorità ambientali e le parti interessate al ruolo dell’agricoltura nelle sfide ambientali globali e locali dovranno avere voce in capitolo nella progettazione della futura politica agricola dell'UE. Dopo tutto, il cibo e l'agricoltura sono i principali fattori di pressioni e minacce per la natura (dall'inquinamento dell'acqua da pesticidi alle emissioni di gas serra) come dimostra l’allarme lanciato nei giorni scorsi dai ricercatori in merito alla scomparsa degli insetti. Pertanto, la Coalizione #CambiamoAgricoltura accoglie con favore il voto di oggi come un passo importante per trasformare la PAC in una politica moderna che deve aiutare la transizione ecologica del settore primario verso pratiche agroecologiche per una maggiore sostenibilità ambientale, sociale ed economica, ed auspica per questo anche a livello nazionale un maggiore protagonismo del Ministero dell’Ambiente della Tutela del Territorio e del Mare nel dibattito sul futuro della PAC post 2020, alla pari del Ministero delle Politiche Agricole Alimentari Forestali e del Turismo.

Gli obiettivi che la Coalizione #CambiamoAgricoltura ritiene indispensabili per la futura programmazione sono il sostegno dell’agricoltura biologica (con un auspicato raggiungimento del 40% del territorio agricolo dedicato a tale pratica entro il 2030), il riconoscimento del ruolo dell’agricoltura nella gestione della Rete Natura2000 e la ristrutturazione delle filiere zootecniche.

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