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In Aspromonte
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Pinticudi, la montagna dalle cinque code

Un sibilo nel silenzio. L’aquila, dalle ali raccolte su se stesse, è una freccia lanciata nel cielo di cobalto. Ci acquattiamo nella macchia di lecci. Da un lato, la dirupata pietraia che abbiamo risalito, dal versante del Torrente Zighìa. Dall’altro, il pauroso burrone che precipita verso le gole del Torrente Cosazegrò. L’aquila riappare, pochi istanti dopo, da dietro l’imponente parete del Monte Pinticudi, la montagna dalle cinque code, l’ascetica piramide con la schiena di drago che domina questa parte dell’Aspromonte orientale. Il rapace raggiunge il centro della scena e disegna gioiose evoluzioni nell’aria. Poi, quando stende le ali per planare, le penne scure sulla punta delle ali si sollevano, evidenti, verso l’alto. Studiamo la sua livrea, i suoi gesti, le sue forme, i suoi colori insoliti. E’ la rara Aquila del Bonelli. Siamo venuti sin quassù tentando una digressione. Lasciato il sentiero principale, abbiamo seguito una traccia di capre. E capre vediamo sulla sella fra due imponenti torrioni di roccia. Una ventina. Le capre fuggite alla custodia di Rocco, il pastore di Camuti Superiore, dalla cui casa siamo partiti stamattina. Ci ha raccomandato di cercarle: deve riportarle all’ovile prima che si inselvatichiscano. Come già altre ve ne sono, libere da padroni, fieramente anarchiche in questi monti impervi e solitari. Segnaliamo a Rocco la posizione e ridiscendiamo sul sentiero principale. Stamane ho dovuto dar fondo alla mia memoria nel ritrovare la via. Alessandro ed io siamo gli unici umani che oggi solcano questi luoghi perduti. Qui non viene quasi più nessuno. Il sentiero non è segnato. Anzi, è scomparso in più punti, inghiottito dalle eriche e dalle ginestre. Alessandro mi ha appena donato un libro che D.H. Lawrence scrisse prima di morire: “Apocalisse”. Ci riversò la sua straordinaria concezione della vita come unione fra corpo e spirito. Saliamo come due lupi. Che cercano libertà, silenzio, solitudine, bellezza … e verità. Non quella verità che esce dalla bocca dei saggi, dalle speculazioni dei filosofi, dalle omelie dei preti. La verità, piuttosto, che si cerca fra le magioni incantate di ciò che fu creato dalla divinità primeva e che, abbandonato dall’uomo - nuovo creatore avido di artifici - è tornato al suo stato originario. Ecco il punto in cui dobbiamo lasciare il sentiero e prendere la pista segreta. Arranchiamo nel bosco, stretti fra un canalone e un’enorme parete di roccia. Sino allo scoperto, sotto una lunga e alta fenditura obliqua, tappezzata di muschi e licheni, perennemente stillante d’acqua. Saliamo fra le eriche basse fino alla grotta di Nino Martino, leggendario brigante d’Aspromonte. Ma la grotta, prima di lui, era servita ad altri, agli eremiti italo-bizantini che cercavano Dio nella solitudine dei boschi della Calabria. La parte più infida del cammino. Per raggiungere la prima “coda”, la più alta fra le rupi che costellano la schiena del drago, occorre innalzarsi su una cresta sfasciata ed esposta. Passiamo, timorosi, e siamo in cima. Il vento spazza la sommità. E il paesaggio si apre in un cerchio luminoso, reso fluido dalle nubi che s’inseguono nel cielo. Dopo il cuore, i polmoni, le gambe, è il momento degli occhi. Che cercano riferimenti familiari: il Mar Ionio, la costa, i piccoli paesi ai piedi delle pendici, il nereggiare dei boschi, le bianche ferite delle frane, il grigio delle rupi, i profili mostruosi dei crinali, le spire delle gole fluviali. Avverto presenze nella macchia: un ariete dalle grandi corna mi osserva immobile, la pelliccia scarmigliata. Non ha più il campanaccio. E’ tornato libero. E’ l’incarnazione di una divinità silvestre. Vive fiero nelle selve, tiene testa ai lupi e ai cinghiali. E qui morrà un giorno. Mi guarda con compassione: sa che la mia è solo una fuga, un’evasione. Avverte che tornerò nella mia prigione cittadina. Perciò fugge, in un fruscio di rami e un rotolare di pietre. Sento che il Pinticudi è il mio Tabor, il mio Olimpo, il mio Fuji, la più sacra fra le montagne della mia vita, quella dove anch’io potrei rimanere per sempre, come un animale, un albero o solo un piccolo frammento di roccia. Leggo da Lawrence: “Io sono una parte del sole come il mio occhio è una parte di me. Che io sia una parte della terra lo sanno anche i miei piedi, e il mio sangue è una parte del mare”. 

Nelle immagini: scorci del Monte Pinticudi, Ciminà, Aspromonte orientale, Calabria.

Foto Francesco Bevilacqua

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Cittanova. Lunedì 18 febbraio, al Cine-teatro Gentile, si terrà la prima edizione della fiera del turismo scolastico in Aspromonte

  • Published in Eventi

L'educazione ambientale è ormai una materia attualissima e l'Aspromonte offre ormai da anni “aule a cielo aperto”, dove poter apprendere questa disciplina. Sono migliaia i bambini e ragazzi che affollano annualmente diverse aree del Parco, accompagnati dalle Guide Ufficiali. La formazione dei più piccoli è da sempre per noi un'attività primaria anche sotto l'aspetto sociale, in particolare nei presidi scolastici dell'entroterra, che speriamo siano valorizzati nei prossimi anni contribuendo alla resilienza territoriale nel pieno rispetto della natura circostante.

La nostra sempre più dinamica montagna vuole quindi diventare un riferimento nella materia. Per questo abbiamo costruito ed organizzato la PRIMA FIERA DEL TURISMO SCOLASTICO in Aspromonte.

La fiera si terrà a Cittanova, presso il Cinema Teatro Gentile, il 18.02.2019 dalle 8:30 alle 13:00, ed è rivolta esclusivamente a dirigenti (o loro delegati) della nostra provincia, che si andranno ad aggiungere (con posti limitati) aglialunnidegliIstituti Comprensivi di Cittanova(Marvasi e San Pietro),Melicucco, Polistena (Brogna e Trieste) e Taurianova (Contestabile, Amato e San Pietro), che con questo evento apriranno un ciclo quadriennale di incontri ed attività.

Per partecipare sarà necessario registrarsi tramite il link: https://goo.gl/forms/l2KA2Xwl0QPj16Qi2

Inoltre, per le scuole che ne faranno richiesta, sarà possibile seguire la conferenza su YouTube.

Un'iniziativa che riteniamo importante, per noi e per il territorio, organizzata dall'Associazione delle Guide Ufficiali del Parco con il patrocinio e la preziosa collaborazione dell’Ente Parco Nazionale dell'Aspromonte che mette in campo la sua ormai consolidata esperienza con le scuole e l'educazione ambientale nei suoi centri visita, oltre che investimenti strutturali ormai da diversi anni. Preziosa ed indispensabile anche la collaborazione del Comune di Cittanova, oltre che il sostegno di ECOPIANA s.r.l.

Inaugureremo la Prima edizione della Fiera del Turismo Scolastico nel Parco Nazionale dell’Aspromonte con una conferenza sul tema “Sensibilità Vegetale”, che saprà regalare spunti infiniti, stupore e meraviglia.

Sarà inoltre possibile confrontarsi con le guide ed approfondire gli aspetti formativi delle attività, in appositi desk che allestiremo sul posto. 


Come Guide Ufficiali del Parco, professionisti regolarmente formati per la didattica extrascolastica interpreti e divulgatori della ricerca scientifica effettuata nell’area protetta, ci presenteremo alle scuole quali strumento privilegiato ed interlocutori ideali per interagire con i bambini in età evolutiva al fine di favorire la conoscenza dell’Aspromonte nei suoi numerosissimi aspetti e caratteristiche.

Avremo il piacere di ospitare per l'occasione due personaggi illustri del panorama scientifico e accademico:

il neurobiologo Stefano Mancuso, professore associato presso la Facoltà di Agraria dell’Università di Firenze e accademico ordinario dell’Accademia dei Georgofili, direttore del Laboratorio Internazionale di Neurobiologia Vegetale e membro fondatore della International Society for Plant Signaling & Behavior. E’ il cofondatore della neurobiologia vegetale e nel saggio "Verde
brillante" (2013), tradotto in tutte le maggiori lingue del pianeta, ha proposto per la prima volta al grande pubblico parte dei risultati raccolti in anni di ricerche riguardo ai comportamenti e alla comunicazionevegetale,inunaffascinantecroceviadidisciplineche chiamaincausalabotanica,la genetica, la neurobiologia e la chimica molecolare. Le idee guida dei suoi studi partono dalla constatazione, tutt'altro che scontata, che «le piante non si limitano a vivere, ma sono anche grado di sentire e risolvere problemi» e il botanico Giovanni Spampinato, professore Ordinario di Botanica Ambientale e Applicata presso il Dipartimento di Agraria – Università “Mediterranea” di Reggio Calabria e socio della Società Botanica Italiana (SBI), dell'Organizzazione per lo studio della flora del Mediterraneo (OPTIMA) e della Società Italiana di Scienza della Vegetazione (SISV). È stato coordinatore del “Gruppo di studio per la vegetazione” della Società Botanica Italiana e svolge attività di revisione per le riviste scientifiche: Plant Biosystem, Plant Sociology, Journal of Maps, Ecological Indicators, Forest@, e Italian Botanist.

Saranno poi le guide a dover cogliere il testimone, raccontando natura, storia e cultura. Un'esperienza che non potrà lasciare indifferenti i partecipanti, che porrà al centro di tutto una montagna infinita e fantastica chiamata Aspromonte. Vivilo con noi, le Guide Ufficiali del Parco!


Con la preziosa collaborazione del Comune Di Cittanova

Con il patrocinio ed il sostegno dell'Ente Parco Nazionale dell'Aspromonte 

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Una montagna da riscoprire. In distribuzione da qualche giorno la nuova carta escursionistica dell’Aspromonte

Buone notizie per gli amanti del trekking e della natura made in Calabria. È entrata infatti ufficialmente in distribuzione la nuova carta escursionistica dell’Aspromonte. A comunicarlo attraverso una nota ufficiale è il presidente della Coop. San Leo di Bova, da quasi trent’anni impegnata sul territorio nella riscoperta, la divulgazione e la promozione del patrimonio ambientale aspromontano e calabrese più in generale. “Siamo lieti – spiega Laurenzano - di comunicare a tutti gli appassionati di montagna che è in distribuzione la nuova carta escursionistica dell’Aspromonte, sulla quale è riportata la Rete sentieristica che interessa l’intera area protetta, aggiornata a inizio anno.

“Abbiamo affrontato la salita per Bova per diverse ore. Ma pur camminando faticosamente verso Bova, la città sembrava il vascello fantasma, mai vicina. … e davvero magnifica era la vista guardando indietro … l’immensa prospettiva di linee degradanti e di torrenti era certamente una delle più suggestive scene che si possano trovare nella bella Italia”. Con queste splendide parole, Edward Lear, viaggiatore inglese del Gran Tour, descriveva nel suo “Diario di un viaggio a piedi – a Reggio Calabria e la sua Provincia - la sua ascesa a Bova. Con questo spirito e per la prima volta una Carta escursionistica dell’Aspromonte riporta il tracciato del suo viaggio nell’area grecanica, avvenuto nell’estate del 1847.IL SENTIERO DELL’INGLESE. Novità esclusiva.

Il tracciato riportato sulla carta di dettaglio - prosegue Laurenzano - parte da Pentidattilo, raggiunge Bagaladi, attraversa San Lorenzo, Bova, Palizzi e termina a Staiti. Proprio nello spirito del grande viaggiatore inglese, si è voluto fortemente sottolineare l’antico percorso che attraversa l’area grecanica, toccando alcune delle località di maggior pregio sia naturalistico che antropico. La Carta è stampata su di un foglio rettangolare di 70 x 100 cm. Un lato riporta una tavola in scala 1:70000 che mostra l’intero perimetro del Parco e la sua collocazione geografica, con la rete viaria in grado di raggiungere tutte le località e i centri abitati dell’area protetta. Sono riportate le emergenze ambientali (Cascate, grotte ipogee, formazioni rocciose, Gole, sorgenti e la copertura forestale a uliveto, boschi di latifoglie e conifere). Inoltre, è riportato il tracciato del Sentiero Italia, del Sentiero del Brigante e l’intera Rete sentieristica ufficiale (con la relativa numerazione) ricadente all’interno del perimetro dell’area protetta.  A questo si aggiunge una Rete Sentieri consigliata dalla Naturaliter.  

L’altra tavola di dettaglio, in scala 1:30000, evidenzia il settore meridionale del Parco Nazionale dell’Aspromonte e precisamente l’intera area grecanica. Su quest’ultima sono riportati le tappe del SENTIERO DELL’INGLESE, la rete sentieristica ufficiale del Parco e i percorsi consigliati dalla Naturaliter. La carta presenta anche un box con le “Informazioni utili” in cui sono indicati i principali riferimenti: a partire dai recapiti dell’Ente Parco nazionale dell’Aspromonte, seguito dal numero del Soccorso Alpino, dall’Azienda agrituristica “il Bergamotto”, la Cooperativa San Leo di Bova, BovaLife e il Club Alpino Italiano – sezione Aspromonte. Le coordinate geografiche sono riferite all’ellissoide internazionale WGS84; il reticolo di riferimento è UTM Fuso 33. Un grazie particolare - conclude Laurenzano – va tributato al geografo Emanuele Pisarra, che ha elaborato i dati per l’Acalandros Map Design, a Domenico Cuppari e a tutte le Guide di Naturaliter per i preziosi suggerimenti e per il lavoro svolto. Un particolare senso di gratitudine va alla Soc. Coop. Naturaliter per aver fortemente voluto e finanziato l’iniziativa. 

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