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I fiori di Africo

  •   Antonella Italiano
I fiori di Africo

È un giorno di festa per Africo. Oggi, nei beni che furono confiscati alla ndrangheta, si piantano con cura alberelli e fiori, con la certezza di far attecchire e crescere rigogliosa… la Bellezza.

La legalità non necessita di essere spiegata in comizi, convegni e commemorazioni (sempre troppo artificiosi, sempre tutti troppo uguali); la legalità si respira nell’aria normale della primavera: essa è gioia, spensieratezza, leggerezza. Per un compito così importante serve individuare dei giardinieri speciali, un po’ chiassosi e indisciplinati forse, ma davvero speciali: sono i bambini della scuola primaria dell’Istituto comprensivo Africo-Brancaleone. Una squadra (anzi cento) di diavoletti colorati, a cui il berretto mal nasconde gli occhietti furbi di chi la sa lunga.

Si sentono esultare ancora prima di arrivare all’orto botanico, nella traversa all’inizio del paese. Mettono le mani dappertutto, scavano nella terra, corrono alla fontana, perdono il cappello, chiedono una foto. Ma hanno un progetto ben preciso: ulivi e ginestre nel “giardino della memoria”, piante fiorite di ogni colore nel “giardino delle meraviglie”, piante aromatiche nel “giardino dei semplici”, alberelli di ciliegio e melograno nel “giardino dei frutti antichi”.

E lo realizzano alla perfezione, sotto lo sguardo soddisfatto delle maestre e sotto quello stupito dei lavoratori socialmente utili chiamati a dar loro una mano. In fatto di estro e di praticità i bambini – si sa - non hanno rivali. E che resistenza, nonostante il sole di maggio!

Di questo 24 maggio consacrato alla cronaca nera che, per i più grandi, resta ancora un ricordo doloroso.

Per i più piccoli, invece, sarà solo il ricordo di un giorno di festa: dotati di un cuore libero e curioso, hanno già imparato ad associare i nomi di Falcone e Borsellino alla vita e alla cura di essa. Quell’uomo baffuto e bonario che parla all’orecchio del suo “compagno” è già un loro amico.

Per entrambi, affinchè lo vedano dal Cielo, si dovrà fare un buon lavoro.

Ma il tempo di passare dall’orto botanico al verde attrezzato, che te li ritrovi aggrappati sugli scivoli, a fare la fila all’altalena, e ancora nella terra a scavare con forza per far posto ad altri fiori. Quando i grandi iniziano a dare segni di stanchezza, loro ancora non cedono. Ma la foto di gruppo è d’obbligo, e il duro compito di radunarli spetta proprio alle maestre (mestiere che richiede davvero una gran determinazione!).

Nella foto non può mancare il sindaco, Francesco Bruzzaniti, il consigliere delegato alla Cultura, Nunzio Zavettieri, e – soprattutto - il presidente della Commissione per le politiche sociali, il consigliere Domenico Violi, promotore dell’iniziativa. Presente anche l’infaticabile Arma dei Carabinieri.

Qual è il messaggio, sindaco?! Chiedo un po’ banalmente. E apre le braccia il giovanissimo Primo cittadino, come a voler circondare tutti quei nanetti: il messaggio sono i bambini, i veri fiori del suo giardino.